Il Tirreno

Livorno

verso il 2019 

A destra spunta un corteggiamento al prof. Giovannini

Juna Goti
A destra spunta un corteggiamento al prof. Giovannini

Ha incontrato il deputato leghista Potenti e altri esponenti «Si è parlato del progetto dei moderati, per ora ascolto tutti»

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Nel centrodestra la voce circola da giorni. La voce di una cordata che sta provando a mettere sul piatto dei candidati a sindaco un nome che in città, e non solo, è molto conosciuto. Alessandro Giovannini, 55 anni, avvocato e commercialista, ordinario all’Università di Siena che ha presieduto l’Associazione dei prof di diritto tributario. Negli anni dell’amministrazione di centrosinistra di Giorgio Kutufà è stato anche direttore generale della Provincia, dopo una breve parentesi da assessore.

Si sa che qualche sera fa ha incontrato il parlamentare della Lega, Manfredi Potenti, a casa di un rappresentante del centrodestra. Un incontro che non è passato inosservato, visto che proprio Potenti è stato incaricato dalla leader toscana Susanna Ceccardi di occuparsi dei candidati. Contattato dal Tirreno, Giovannini conferma: «Sì, ho visto Potenti, già ci conoscevamo perché lui è avvocato». Ma mette subito in chiaro che è stato «non tanto per la Lega, quanto semmai per un movimento di centrodestra, di moderati, del mondo imprenditoriale, di una società che nei moderati cerca risposte alla crisi economica e occupazionale: questo mi è stato prospettato». «Io – la butta lì – ascolto tutti, tanto il centrodestra quanto eventualmente il centrosinistra, non ho tessere in tasca, sono libero». «Non posso escludere – aggiunge – ulteriori incontri, anche a livello nazionale: se dovesse capitare prendo in considerazione tutto». Perché «non ho una particolare propensione a fare il sindaco, la situazione politica è così ingarbugliata che diventa difficile prender partito», ma «questa è la mia città, non mi sento di tirarmi indietro da nessun dialogo con nessuno».

Un nome di peso, quello di Giovannini. Ma anche spinoso, come si sente dire in quella parte della Lega che invece storce il naso. Il motivo è nell’inchiesta della Finanza per corruzione che nel 2017 lo aveva portato ai domiciliari. Ma nell’ottobre dello scorso anno il Tribunale del riesame di Firenze ha disposto la revoca della misura e ha annullato l’interdizione dalla docenza. «Il provvedimento del tribunale di Firenze – spiega oggi – è divenuto definitivo, non è stato impugnato dalla Procura. C’è scritto che a mio carico non sono riferibili ipotesi di reato perché il mio comportamento è neutrale. E sono state annullate le misure a mio carico». —

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