Il Tirreno

Livorno

Juna goti 

Tra #nospray e numeri manca l’hashtag blu

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Questa volta alla conferenza di fine anno non parlano tutti. Non parlano uno a uno assessore e assessori, come era avvenuto un anno fa al Cisternino. Parla solo Filippo Nogarin, forse al suo ultimo saluto natalizio da sindaco. La narrazione a 5 Stelle passa per una ventina di hashtag: parole studiate ad arte e proiettate sul maxi schermo per raccontare che «ciò che abbiamo fatto è stato costruire il Sistema Livorno, per rendere la città più bella, più giusta e più sicura».

A dire la verità a saltare più all’occhio tra i tanti è un hashtag che farebbe schizzare sulla sedia gli alleati romani della Lega: #NoRondeNoSpray, per raccontare ad esempio lo stop alla vendita di alcolici da asporto dopo le 21 o la revoca di tre licenze a minimarket nella zona Repubblica. Tutto mentre molti livornesi la fila al gazebo leghista per ritirare lo spray al peperoncino l’hanno fatta davvero.

L’hashtag che fa da filo conduttore è #LaGrandeBellezza di sorrentiniana memoria, per citare progetti come la riqualificazione di piazza Guerrazzi (appena sventrata), via Grande (partirà) o Terrazza (che però ha registrato più di un problema). Poi altri come #TeatroDiffuso (vedi le 7.500 presenze di Scenari di Quartiere) o #MobilitàAlternativa. Ne manca uno per raccontare la gestione del porta a porta o la rivoluzione di stalli blu e pass auto a pagamento: le misure più impattanti dell’era M5S che Nogarin rivendica «con orgoglio» pur definendole «scelte che non mirano al consenso», quindi impopolari. Forse avessero scelto i residenti del centro avrebbero lanciato: #TuttaColpadiVece. —

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