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Decolla in Corea il polo della Caritas
Trasferite in via La Pira le attività (compresa la mensa) finora concentrate al “Porto di fraternità” in zona Torretta
LIVORNO. La Caritas mette radici in Corea: là dov’era il Villaggio Scolastico di don Alfredo Nesi, ecco il nuovo quartier generale della Caritas diocesana. A distanza di dodici mesi esatti dalla benedizione delle mura, ecco che il polo al civico 7 di via La Pira prende corpo davvero come realtà operativa.
È un segnale importante dal punto di vista dell’attenzione della Chiesa livornese alla possibile polveriera sociale delle periferie nord: una trincea difficile in cui adesso troviamo associazioni come Don Nesi e Aeroc.
Il nuovo fabbricato si estende su quasi migliaio di metri quadri su due piani: si spostano qui gli uffici per le attività di progettazione e coordinamento degli interventi ma soprattutto la mensa che finora ha sfornato uno standard di 50mila pasti all’anno (dunque, con le attrezzature tecniche in grado di reggere un simile impatto quantitativo).
La mensa porterà il nome di Tito Neri: le spese per realizzarla sono state coperte dalla famiglia Neri (mentre il Rotary guidato dal presidente Fabio Matteucci ha acquistato le celle frigo).
Al complesso di via La Pira – costruito con i fondi messi a disposizione da diocesi e Caritas nazionale (8 per mille) più Fondazione Livorno – hanno contribuito anche altre dinastie imprenditoriali come Palumbo e Lorenzini, cittadini come la famiglia Nacci, la parrocchia San Giovanni Bosco (Coteto) e il cardinal Ruini, associazioni come i Cavalieri per la Carità onlus. A ciò si aggiunga l’intervento della Regione con 30mila euro dei fondi del governatore Enrico Rossi, ieri rappresentato dall’assessora Cristina Grieco.
Insieme al vescovo Simone Giusti e a suor Raffaella Spiezio, presidente di Fondazione Caritas, e alla citata esponente della giunta regionale, alla cerimonia sono intervenute le autorità cittadine come il prefetto Gianfranco Tomao e il questore Lorenzo Suraci. Oltre ai rappresentanti delle varie realtà che hanno messo mano al portafogli per far decollare il progetto.
La cerimonia è stata fissata proprio nello stesso istante in cui a Palazzo Civico il sindaco ha convocato la conferenza di fine anno: scaramuccia o coincidenza? «La data l’avevamo annunciata fin da novembre», giurano dalla curia.
«Rieccoci qui», ha detto Giusti ricordando la pre-inaugurazione di dodici mesi fa: «Ma ora siamo proprio operativi». Poi il vescovo ha ribadito che «la carità non si ferma». Il riferimento è al fatto che lungo via La Pira c’è un secondo fabbricato destinato a ospitare quelli che vengono chiamati i “servizi di igiene e cura della persona”. Riguarda i senza fissa dimora: docce e guardaroba come modo per favorire l’inclusione sociale. Pensando anche al deposito bagagli: così da evitare di costringere i senza tetto a portarsi dietro il fardello delle loro cose perché non hanno un posto dove lasciarle.
Il nuovo centro di Corea assorbirà buona parte delle attività solidali finora concentrate nel “porto di fraternità” a Torretta. Ma la sede di via delle Cateratte non verrà dismessa: diventerà un polo per la lotta contro le dipendenze (alcol, droga, gioco d’azzardo), intanto fornirà le colazioni a chi vive nel disagio. —
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