Il Tirreno

Livorno

alluvione: l’inchiesta 

«Renderò pubblica la relazione che consegnerò alla procura»

J.G.
«Renderò pubblica la relazione che consegnerò alla procura»

Il sindaco in consiglio parla della chiusura delle indagini e chiede di essere ascoltato anche in commissione: le forze  politiche prendono tempo

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livorno. Vuole essere ascoltato in commissione Filippo Nogarin. Vuole portare anche davanti allo streaming della commissione speciale del Comune, la relazione scritta che tra poche settimane consegnerà alla procura di in via Falcone e Borsellino per difendersi nell’ambito dell’inchiesta che dopo la tragedia dell’alluvione lo vede indagato per omicidio colposo plurimo.

A dirlo è stato lui stesso mercoledì sera in apertura del consiglio comunale. «Come sapete – ha esordito leggendo poche righe dal suo cellulare – qualche giorno fa la procura mi ha comunicato di aver concluso le indagini relative all’alluvione del 10 settembre 2017. Io e il comandante della protezione civile siamo le uniche due persone sotto indagine per un evento meteorologico che la stessa procura definisce eccezionale e che, come l’intera città sa bene, ha provocato la morte di otto nostri concittadini. Al momento, nonostante siano passati alcuni giorni, non ho ancora avuto accesso agli atti giudiziari a supporto della tesi della procura, che ha deciso di stralciare il reato di disastro colposo da questo fascicolo. Appena questi atti saranno in mio possesso, produrrò una relazione scritta che consegnerò alla procura e nella quale risponderò punto su punto a tutte le contestazioni che mi vengono mosse».

«Mi auguro – ha poi aggiunto – che il presidente della commissione speciale di cui questo consiglio comunale si è dotato abbia poi l’interesse ad ascoltarmi nuovamente in modo che io possa esporre anche davanti ai rappresentanti della città intera i contenuti di questa mia relazione, oltre a rendere pubblica l'intera relazione che sarà mio cura compilare e consegnare alla procura».

La richiesta di riaprire la discussione in commissione, fuori dal tribunale (dove sono appena state chiuse le indagini) e a cinque mesi dalle elezioni, ha spiazzato le forze politiche. Il consiglio è stato sospeso per qualche minuto, giusto il tempo di un confronto tra i capigruppo, che alla fine hanno chiesto di rimandare discussione e decisione alla prossima riunione dei rappresentanti delle forze politiche, in programma a gennaio. —

J.G.

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