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«La sicurezza non è un gioco» La questura aumenta i controlli

Matteo Scardigli
«La sicurezza non è un gioco» La questura aumenta i controlli

Dopo la tragedia di Ancona si intensificano le verifiche nei locali livornesi Bar, discoteche, ristoranti, e sale slot: sanzioni scattano in tre casi su cinque

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«Ci si può divertire nella legalità e nella sicurezza. Per le violazioni amministrative ci sono le sanzioni, ma oltre un certo livello non si scherza: ne va dell'incolumità dei giovani e di tutti gli avventori».

Oltre 24mila euro di multe, 2 denunce penali, 4 provvedimenti per violazioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e 3 proposte per la revoca delle licenze di somministrazione di bevande alcoliche negli esercizi di piazza Garibaldi. Questi sono i numeri messi a segno dal 7 settembre a sabato scorso nei locali della provincia dal tavolo tecnico permanente istituito dal questore Lorenzo Suraci (al quale siedono carabinieri, finanza, municipale e appunto la polizia), che dopo la tragedia di Ancona (6 morti e 59 feriti al concerto del trapper Sfera Ebbasta) stringe ancor più le maglie dei controlli nei luoghi di divertimento del territorio. «In questo fine settimana ci siamo concentrati in particolare su uno dei maggiori luoghi di ritrovo del territorio livornese che spesso ospita concerti, riscontrando la presenza di oltre un centinaio di persone in più rispetto al consentito, e questo costituisce un pericolo in termini di agibilità per i ragazzi che stanno all’interno anche in relazione a eventi come risse o aggressioni», prosegue Suraci insieme al dirigente del settore amministrativo della questura Domenico Sannino, e intima: «Le norme ci sono e vanno rispettate, la sicurezza non si può improvvisare».

Su 13 locali controllati in tutto il territorio di Livorno e provincia da settembre a dicembre “solo” in 5 casi non sono state riscontrate anomalie, cioè in meno della metà dei casi. Al The Cage, che ha deciso di chiudere l’attività di discoteca “per riflettere”, non sono mai state riscontrate infrazioni. E citando non solo Ancona, ma anche la tragedia di piazza San Carlo a Torino (una donna morta e 1527 feriti nel fuggi-fuggi generale – causato anche qui come dallo spray al peperoncino – durante la trasmissione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid il 3 giugno dello scorso anno), Suraci insiste: «I buttafuori nei locali e gli steward negli eventi all'aperto (comprese le sagre di paese) devono essere in regola, e in caso di disordini devono chiamare le autorità: le uniche a poter fare uso della forza. Gli organizzatori sono tenuti a sottoporre il piano della sicurezza alla nostra approvazione; chi non collabora con le forze dell'ordine è nell'illegalità».

Tornando infine al divertimento notturno il questore conclude: «I controlli sul territorio proseguono all'interno di un'ottima collaborazione fra tutte le forze dell’ordine. Stiamo valutando a altri provvedimenti nei locali: a partire dalle contravvenzioni per arrivare, nei casi più gravi, fino alla sospensione o alla revoca delle licenza». —

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