La discendente di Costanzo Ciano candidata in consiglio con i grillini, ecco Costanza
Livorno, è nella lista degli attivisti: «Convivo con questo cognome da 24 anni, ma non c’entro niente con la politica che fu»
LIVORNO. Quando lei nasceva, il 19 ottobre 1994, al governo c’era Berlusconi Primo, in Tv era uscita la serie cult Friends e Troisi aveva appena regalato al mondo Il Postino. Ma non è a questo che si pensa subito se si guardano la sua carta di identità e il curriculum. La prima cosa a saltare all’orecchio è il cognome: Ciano. La seconda è il nome: Costanza. Due indizi che fanno la prova: Costanza Ciano, 24 anni, è una delle discendenti dell’ammiraglio Costanzo, detto Ganascia, gerarca fascista dal mausoleo mai finito a Montenero, padre di Galeazzo, l’uomo del MinCulPop, il ministro degli affari esteri che sposò Edda Mussolini, figlia del duce. I grillini livornesi l’hanno votata (è la più giovane, al 17° posto) nella lista degli attivisti che vogliono candidare al consiglio comunale. Così, per la prima volta, il cognome Ciano torna in politica.
Lei sorride e si dice lontanissima dalla storia che fu. «Il mio bisnonno Mario era cugino di Costanzo che era il padre di Galeazzo. Stesso ceppo ma famiglie diverse, i miei a quel tempo erano nel commercio marittimo. Sono passate generazioni...». Sì, ma il cognome resta: un cognome-macigno nella storia e nella politica. E nel M5S che a Livorno strizza l’occhio a sinistra ma a Roma governa con la destra, non passa inosservato. Le pesa? «Ormai – risponde – sono passate generazioni, è rimasta solo l’etichetta. Sono 24 anni che ci convivo, ho le spalle larghe. Non appartengo a quel tipo di politica, mi dissocio da quello che è successo nel passato e spero di non dover pagare in prima persona. Ho questo cognome e non ho nessuna colpa. Non ho bisogno di ascoltare chi magari ha dei pregiudizi nei miei confronti, io so cosa valgo e come la penso». Come la pensa?
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17575159:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/12/18/news/il-movimento-5-stelle-ha-gia-scelto-i-primi-20-candidati-sorgente-piu-votata-1.17575159]]
Ripete di volersi dissociare dalla storia che fu, poi «l’affetto familiare è un’altra cosa, tra l’altro nella mia famiglia nessuno si è mai impegnato politicamente». Nessuna nostalgia alla Alessandra Mussolini, quindi? Le scappa una risata: «Ma assolutamente no». E sull’alleanza romana con Salvini: «Sono altre dinamiche. Io sono nel M5S da prima del contratto». Nata e cresciuta a Livorno, diploma da ragioniera al Vespucci, ha sempre lavorato nel commercio. I suoi familiari hanno gestito fino a pochi mesi fa Il Palcoscenico, il bar del teatro Goldoni. Dove ha conosciuto il fidanzato-attivista, Saverio Dutti, che l’ha portata tra le plenarie.
«Ho sempre votato il M5S ma non mi sono mai interessata alla politica. Sono nel Meetup da un anno e mezzo e per me è la primissima esperienza. Non avrei mai pensato di intraprendere un cammino simile, giuro. Quando poi mi sono avvicinata al Meetup ho conosciuto delle persone che meritano, per questo mi sono candidata. Per cercare di fare qualcosa per la città e per mandare un messaggio ai giovani come me: la politica non è solo burocrazia o noia, è attivismo di base». Lei è nel Gdl eventi, che nel vocabolario grillino sta per: gruppo di lavoro eventi. «Se entrassi in consiglio? Vorrei occuparmi di partecipazione, politiche giovanili e commercio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
