«Corruzione al Comune di Livorno», Fiaschi e Stefanini subito a processo
La Procura ha chiesto il rito immediato per gli indagati I difensori hanno già presentato richiesta di abbreviato
LIVORNO. Riccardo Stefanini, ex coordinatore della Protezione civile di Livorno, ed Emanuele Fiaschi, titolare della Tecnospurghi, società che si occupa di bonifiche, andranno subito a processo. La richiesta di giudizio immediato è stato notificato agli avvocati dei due imputati nei giorni scorsi. E i legali di entrambi hanno già comunicato la volontà di essere giudicati con rito abbreviato. Una scelta che in caso di condanna garantirà ai due uno sconto di un terzo.
L’accusa principale nei loro confronti è quella di corruzione aggravata in concorso. Secondo il procuratore capo Ettore Squillace Greco che ha coordinato l’inchiesta della squadra mobile iniziata dopo una denuncia del sindaco Filippo Nogarin, il 6 marzo dello scorso anno l’imprenditore avrebbe consegnato al dipendente pubblico 5 mila euro in contanti, ultimo di una serie di regalie fatte da Fiaschi per sdebitarsi dei favori ricevuti nei mesi precedenti. A cominciare – si legge nel capo d’imputazione – dall’aver pilotato la gara d’appalto pubblica per l’affidamento degli interventi per la gestione dell’attività di Protezione civile nelle fasi ordinarie e di emergenza per il 2018. Gara affidata dall’amministrazione proprio a Tecnospurghi dopo che Stefanini aveva convinto la ditta concorrente a ritirare la propria candidatura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17200732:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2018/08/30/news/inchiesta-appalti-il-sistema-stefanini-fiaschi-tra-regali-cene-e-vacanze-1.17200732]]
Diversi i doni, oltre al denaro, che l’imprenditore avrebbe fatto al dipendente pubblico. A cominciare da un telo in pvc per terrazzo del valore di 380 euro più Iva. Inoltre nell’agosto 2017 Fiaschi avrebbe messo a disposizione del figlio di Stefanini la sua casa a Marciana Marina per trascorrere una vacanza con la fidanzata. Ma no n solo, visto che agli atti ci sono anche diverse cene che Fiaschi ha pagato a Stefanini in alcuni ristoranti della città. Infine – come era emerso nelle intercettazioni all’indomani dell’arresto dei due – siamo nel dicembre 2017 – il titolare della Tecnospurghi ha donato a Stefanini un pacco natalizio «notevolmente più consistente rispetto a quello donato agli altri dipendenti della protezione civile», tanto da essere ribattezzato come “il patto del pandoro”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17389897:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/10/25/news/usava-auto-e-bancomat-del-comune-stefanini-condannato-a-4-anni-per-peculato-1.17389897]]
Nel lungo capo d’imputazione ci sono anche contestazioni che riguardano solo l’ex coordinatore della Protezione Civile licenziato dal Comune il mese scorso per giusta causa. A cominciare da una serie di truffe aggravate ai danni del Comune.Tra queste – secondo la Procura – in 47 occasioni Stefanini si sarebbe assentato dal suo ufficio per svolgere attività strettamente personali nonostante fosse in servizio. Inoltre sarebbe entrato abusivamente nel programma informatico che gestisce le presenze del Comune segnandosi presente in alcuni turni di reperibilità in realtà mai svolti, procurandosi un ingiusto profitto che gli inquirenti hanno calcolato in poco meno di duemila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
