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Bloccati i lavori per la ferrovia dentro la base Manca l’ok di Terna
Entro fine settembre si sarebbe dovuto aprire il cantiere gli Usa vogliono trasportare su rotaia armi e munizioni
Si fermano temporaneamente i lavori per la costruzione del tronco ferroviario che, tra circa quattro anni, trasferirà dalla strada alla rotaia il trasporto di armi e munizioni verso i depositi della base militare statunitense di Camp Darby. I ritardi di Terna nella concessione delle autorizzazioni per eseguire gli scavi e gli interventi di potenziamento della linea elettrica hanno costretto il comando della base ad interrompere anche gli interventi propedeutici alla realizzazione del maxi progetto da circa 40 milioni di dollari. La pratica sarebbe ferma negli uffici romani della multinazionale dell’energia da molti mesi e, nonostante i solleciti, non è stata ancora sbloccata. Il ritardo nella concessione delle autorizzazioni ha imposto uno stop ai primi interventi per la costruzione della nuova ferrovia iniziati lo scorso settembre, quando iniziò il taglio dei primi dei quasi mille alberi che dovranno essere abbattuti per far spazio alla strada ferrata e ad un ponte girevole che permetterà ai treni di attraversare il Canale dei Navicelli.
Secondo il cronoprogramma, entro la fine di settembre i mezzi e gli operai della Cimolai spa - la società di Pordenone che si è aggiudicata il maxi appalto - avrebbero dovuto far ingresso nella base militare statunitense che sorge tra Pisa e Livorno per completare gli interventi propedeutici ai lavori ed inaugurare il cantiere con i primi scavi. Il ritardo nel rilascio delle autorizzazioni di Terna ha fermato anche il taglio dei 937 alberi (tra questi soprattutto pini domestici, farnie, lecci, biancospino, olmi e aceri) che devono essere abbattuti per far posto alle infrastrutture previste dal progetto presentato dal ministero della Difesa su richiesta del Pentagono e approvato lo scorso anno dal Comipar (la commissione mista governo americano e italiano) per trasferire su rotaia il trasporto delle merci e quello dei carichi di armi e munizioni diretti a Camp Darby.
Il progetto, ritenuto strategico per «la salute dell’uomo e la pubblica sicurezza», prevede la costruzione di un nuovo tronco ferroviario lungo circa 2,5 chilometri e la realizzazione di un ponte girevole sul Canale dei Navicelli. L’obiettivo è quello di eliminare dalla strada il “traffico” di armi e munizioni che alimenta la sussistenza dei depositi dell’enclave a stelle e strisce e trasferirlo sulla rotaia. Nel lungo iter burocratico che si è concluso pochi mesi fa con il rilascio degli ultimi atti approvati dall’Ente Parco San Rossore, manca ancora il via libera dell’Enel. Uno stop che rischia di allungare ulteriormente i tempi di realizzazione del progetto, il cui intervento principale è rappresentato dal nuovo tronco ferroviario che dalla piccola stazione di Tombolo raggiungerà prima la cosiddetta Livorno Training Area (Lta), l’area addestrativa di Camp Darby, e poi si dirigerà verso il Canale dei Navicelli, che sarà attraversato da un ponte girevole in acciaio. I treni viaggeranno su un tratto ferroviario di circa 2,5 chilometri a singolo binario, che raddoppia o triplica nei pressi delle zone di scambio con una larghezza che varia dai 9 ai 27 metri. È previsto il transito di sei convogli all’anno, ma «in condizioni contingenti - specifica il progetto - potrebbe essere necessario il transito dei convogli al massimo due volte al giorno, nell’arco di due mesi».
La linea ferroviaria arriverà fino ad nuovo terminal di carico e scarico che comprenderà quattro binari in grado di accogliere nove vagoni ciascuno (prevista anche la costruzione di un secondo terminal dove potranno essere deviati i carichi sospetti). Dal terminal, i carichi saranno prelevati e trasportati con camion e tir nella cosiddetta Ammunition Storage Area, la zona della base militare che ospita le riservette, le strutture adibite allo stoccaggio delle munizioni.
A fronte del taglio di quasi mille alberi, gli Stati Uniti si sono impegnati a piantarne 5.727 e a convertire in “naturali” ampie zone occupate da strutture ed edifici non più utilizzati. Previsto anche il rafforzamento degli argini e il dragaggio di un ampio tratto del Canale dei Navicelli. Un maxi progetto destinato anche a modificare il paesaggio tra Pisa e Livorno, bloccato per il momento dalle mancate autorizzazioni di Terna. —
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