Italia
«Nogarin ripensaci» la protesta dei 150 contro i posteggi blu
In piazza Grande residenti del centro, della Venezia, di Borgo Cappuccini «Per noi il posteggio è diventato un’ossessione, ci avete stravolto la vita»
«Siamo ossessionati dal posto auto, qui non usciamo più il sabato né la domenica e si evita di andare a cena fuori perché non si trova più parcheggio per tornare a casa: ci hanno cambiato la vita», tuona Roberta Grassi che vive in piazza della Repubblica. Rincara Fabio Canessa di piazza Cavallotti: «Se muovi l’auto sei finito, l’alternativa è metterla a pagamento sui fossi: non è vita questa». E’ un fiume di 150 persone in piena di rabbia e disagi quello che si ritrova in piazza Grande per urlare “No agli stalli blu”. Il grido è rivolto al Comune. Arriva dai residenti del centro, dell’area mercatale, della Venezia, di Borgo Cappuccini. A suon di fischietti e cartelli il corteo prosegue in piazza Cavallotti, poi davanti al Comune dove vengono attaccati i manifesti contro la sosta blu. Si chiede al sindaco di tornare indietro. Per poi riprendere il percorso della sosta blu all’insegna della partecipazione. Lo ribadisce Antonio Morozzi che rappresenta i cittadini di Borgo Cappuccini. È tra gli organizzatori della manifestazione. «Il primo requisito previsto dalla legge per la stesura del piano urbano per la mobilità sostenibile è la “partecipazione” che qui non c’è stata». Lo ribadiscono anche gli altri organizzatori della protesta, Barbara La Comba e Francesca Pritoni dei “Residenti e Commercianti del Centro”. «Qui paghiamo un contrassegno come residenti per posteggiare a 30 euro poi spesso siamo costretti a mettere l’auto a pagamento per rientrare a casa perché non troviamo posto» dicono. Annuisce Maila Antonini che sventola il “suo” cartello. I volantini sono fantasiosi: “Costa di più parcheggiare due ore in borgo che in piazza San Pietro a Roma, no a questi stalli blu”, “Avete regalato il suolo pubblico al privato! Noi cittadini non siamo un bancomat”. Giovanni Costantino sventola quello che dice “In testa avete una zeppa, no agli stalli blu”. La protesta è stata pure ripresa dalle telecamere Mediaset di Striscia la notizia. Tanti sfogano la rabbia contro i consiglieri 5 Stelle presenti (Marco Galigani e Valter Sarais). Con loro ci sono anche Marco Cannito (Città Diversa), Elisa Amato (FI), Monica Ria e Alessio Ciampini (Pd), Giuseppe Grillotti (Livorno Libera). Denuncia sanzioni e disagi Linda Bernardoni: «Spesso mi ritrovo, nonostante la lettera, ad andare a parcheggiare a pagamento». Parlano di almeno 40 minuti di giro prima di trovare posto anche Francesca e Sabrina Filippi: «Il Comune deve rivedere questo piano della sosta che ci rende la vita impossibile». Con loro Dante Sgariglia: ha un negozio in viale della Libertà: «Ancora non abbiamo il problema ma sono qui perché temo le conseguenze di quando arriverà». Il problema, secondo Bartolo Balzano, è anche la mancanza di controlli: «Non ci sono posti a sufficienza per tutti perché scarseggiano i controlli contro chi trasgredisce». Che la qualità della vita sia peggiorata dopo l’arrivo degli stalli blu le dice anche Laura Manganiello. «Io ho 3 figli, dovrei rinunciare ad usare l’auto, ma come si fa? Un piano della sosta così serve a fare cassa».Chiude Laura Banchetti: «Tanti a Livorno sono disoccupati come me: siamo una città povera, la sosta blu non va bene». —
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