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San Ferdinando Re torna all’antico splendore

Roberto Riu
San Ferdinando Re torna all’antico splendore

Terminato il restauro nella settecentesca chiesa di Crocetta. Gli Amici dei Musei: pronti a contribuire anche per il Moletto d’Ardenza 

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È tornata al suo originario splendore la statua di San Ferdinando Re che dalla prima metà del '700 si trova in una nicchia posta alla sinistra dell'altare maggiore della chiesa a lui intitolata, nota anche come chiesa di Crocetta, nel cuore della Venezia Nuova.

L'opera di ripulitura, portata a termine, sotto l'egida della Soprintendenza, dalla restauratrice pisana Valeria Pulvirenti è stata finanziata dall'Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Livorno erogando la somma di circa cinquemila euro: «L'idea ci è venuta durante una nostra iniziativa nella chiesa di San Ferdinando - racconta Annamaria Pecchioli Tomassi, presidente del sodalizio promotore -. Era il 9 settembre dell'anno scorso, un giorno tremendo per Livorno, una data che non dimenticheremo mai. Pioveva a dirotto e non veniva nessuno. Così parlando fra di noi insieme a padre Emilio Kolaczyk ci si soffermò ad osservare le varie statue presenti nella chiesa tra le quali appunto quella di San Ferdinando Re».

Quello della chiesa di Crocetta è uno degli svariati restauri promossi dall'associazione: «In passato - continua - ci siamo impegnati nel restauro dell'organo di Santa Caterina, del Crocifisso del pittore fiorentino Neri di Bicci e dei Delfini di Ardenza. A tale proposito vorremmo che fosse sistemato anche il moletto di Ardenza e siamo disposti a collaborare con altre associazioni. Attendiamo che il Comune ci presenti il progetto».

All'inaugurazione del restauro sono intervenuti, oltre ad Annamaria Pecchioli Tomassi, la soprintendente Loredana Brancaccio, la restauratrice Valeria Pulvirenti, la coordinatrice per i Beni culturali della Diocesi, Valentina Campedrer, ed il padre trinitario Emil Tadeusz Kolaczyk che ha illustrato la storia di San Ferdinando Re a cui è intitolata la chiesa di cui è parroco: attribuita allo scultore carrarese Giovanni Baratta (autore anche del gruppo marmoreo con lo schiavo liberato) la statua raffigura Ferdinando III, re di Castiglia, noto anche come il “re delle tre religioni” poiché sotto il suo regno, nel XIII secolo, convissero pacificamente cristiani, ebrei e musulmani, oltre ad essere molto devoto alla missione umanitaria dei Padri Trinitari. Così come lo fu anche il principe Ferdinando, figlio primogenito del granduca Cosimo III de' Medici, che contribuì alla costruzione della chiesa di Crocetta, avviata nel 1707 e completata nove anni dopo. Al commento musicale ha provveduto l'ensemble “Aptatur Musicha” che ha eseguito le medievali “Cantigas de Santa Maria”. —

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