Il Tirreno

Livorno

L’Anas ha pulito la sua area 

Chiusa la discarica, l’amianto invece resta

Matteo Scardigli
Chiusa la discarica, l’amianto invece resta

Interdetto l’accesso all’area in via della Padula, per rimuovere l’eternit e i rifiuti adesso si aspetta il preventivo di Aamps

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Dopo l’articolo de Il Tirreno il Comune interviene alla discarica abusiva di via della Padula per recintare l’area su entrambi i lati. Giovedì ha installato recinzioni e reti arancioni da cantiere, e ieri ha posizionato le barriere New Jersey al fine di impedire l’accesso ai rifiuti pericolosi che si trovano ancora all’interno del perimetro.

«È una discarica storica, è lì da almeno 10 anni e noi sapevamo bene della sua esistenza» racconta l’assessore all’ambiente (fino a poco tempo fa con delega al Patrimonio) Giuseppe Vece, che poi precisa: «L’ufficio stava seguendo le normali procedure, ma c’era il problema di stabilire a chi spettasse l’effettiva competenza della pulizia». Come dire che va bene tenersi l’amianto in casa propria, pur di rispettare le regole del buon vicinato.

Il problema della competenza tuttavia dopo un decennio (stando alla ricostruzione dell’assessore) è stato risolto in concomitanza con l’articolo di pochi giorni fa: un terzo del tratto stradale è di Anas, i rimanenti due terzi sono del Comune. Eppure secondo Vece stesso la soluzione era a portata di mano: «Bastava fare una verifica catastale». Ma allora perché questa non è stata fatta prima? La questione in realtà è assai più complessa, e dagli stessi uffici comunali fanno sapere di aver avviato le pratiche per risolverla a partire dal 2015 per poi trovare la quadra con Anas a fine 2017 (dopo la serie di articoli de Il Tirreno che avevano sollevato il caso).

Prima che fosse realizzata la Variante quel tratto di via della Padula infatti era spezzato in due strade a fondo chiuso. Quando la Variante fu realizzata si decise di unire i due tratti di strada, creando così una competenza congiunta di due Enti su un’area privata. Da capire quindi c’era se si veniva a configurare una responsabilità per danno ambientale o per “semplice” abbandono di rifiuti; e chi fosse il responsabile. L’aver rimandato la pulizia finora è stato dunque una scelta politica, come ribadito pochi giorni fa dal portavoce del sindaco Tommaso Tafi.

Pochi mesi dopo Anas si è attivata in proprio ripulendo e recintando il proprio terzo di strada, quello che cade a piombo sotto alla volta del sottopasso, senza avvisare il Comune; ecco spiegato il caso dei rifiuti “rubati”, della cui rimozione il Comune non sapeva nulla.

Oggi dunque l’area è in sicurezza. Resta solo da pulire e bonificare, cioè portare via l’amianto. Per questo il Comune ha chiesto ad Aamps un preventivo che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Due le possibilità sul tavolo di palazzo Civico: aspettare il preventivo oppure fare un bando per individuare una ditta esterna.

Dopodiché, spiegano ancora dal Comune, si aprirà la discussione sul futuro del sottopasso, che di nuovo si gioca su due opzioni: la chiusura permanente o la completa privatizzazione. —



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