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«Espugnare, governare città non più impossibile»
Ceccardi e Potenti aprono la sede della Lega in piazza Cavour e sfidano i 5 Stelle «Nogarin? Ha riempito la città di stalli blu, noi a Pisa li stiamo ridimensionando»
LIVORNO
Nella stanzina al secondo piano dell’elegante palazzo di piazza Cavour dove i militanti arrivati un po’ da tutta la provincia e da Lucca si fanno spazio tra i giornalisti, gli applausi non arrivano tanto per le parole d’ordine, quelle che comunque fanno sempre breccia: «prima gli italiani», «a Cascina stiamo sgomberando anche un campo rom regolare» o «stop invasione», come recitano anche i poster con la faccia di Matteo Salvini attaccati alle pareti. La saletta scoppia in un rumoroso e lungo applauso quando Susanna Ceccardi pronuncia le due paroline magiche: stalli blu. «Mi dicono che il sindaco Nogarin ha riempito di strisce blu la città: a Pisa, dove governiamo noi, le stiamo ridimensionando, perché danneggiano i commercianti». Un colpo ai 5 Stelle a uno al Pd: «Il Pd invece lo chiamo il partito delle Ztl», quelle che «svuotano i centri, che poi si riempiono di immigrati». E una donna seduta in seconda fila le risponde a voce alta: «Diglielo vai Susanna, piazza della Repubblica e piazza dei Mille sono diventate il Bronx...».
Ieri la sindaca di Cascina e commissaria toscana della Lega non ha solo inaugurato la nuova sede del partito, nel cuore di piazza Cavour: ha dato il via alla “campagna Livorno”. Dicendo a chiare lettere che la Lega che ci crede e vuole provare a prendersi il Comune.
Lo fa il parlamentare Manfredi Potenti, quando definisce l’ex fortino del centrosinistra, da quattro anni governato dai pentastellati, «ormai contendibile, espugnabile, governabile». Lo fa il consigliere regionale Roberto Biasci che promette di dare a Livorno «il volto che merita», partendo dal porto e si mette a dire che consumerà «sei paia di scarpe per venire a parlare con i livornesi».
Lo fa soprattutto Ceccardi quando risponde che «in Toscana non esistono più sfide impossibili»: «Dicevano che sarebbe stata impossibile la mia a Cascina, ma abbiamo dimostrato con i fatti che non solo non è stata impossibile Cascina, ma non sono state impossibili le sfide di Pisa, Siena, Massa, Grosseto, Arezzo, Pistoia. Perché dovrebbe esserlo Livorno? Ogni giorno ci sono tanti livornesi che mi scrivono per dire: “Venite anche qua”. Gridi di aiuto di chi vuole vedere il centrodestra forte a Livorno, in particolare la Lega, perché è la Lega che sfonda nei quartieri popolari – Corea, Shangai – dove anche alle politiche abbiamo ottenuto risultati straordinari».
Parla così la giovane consigliera di Salvini venuta su da Cascina. Che a Roma ha un contratto con i 5 Stelle ma a Livorno – pur non escludendo mai nulla, figurarsi le alleanze, come fanno i politici di lungo corso – prende le distanze dall’amministrazione di Filippo Nogarin: «Quattro anni fa, quando Nogarin è stato eletto e il Pd ha perso, ho gioito come penso tanti di voi che magari lo avranno votato al ballottaggio», dice a militanti e simpatizzanti. «Era crollato un sistema», o «il muro», come le suggeriscono dalla saletta. «Avevamo sperato nel cambiamento a Livorno, però sono tanti, troppi, i cittadini che mi contattato e mi dicono: i 5 stelle sono stati un flop, perché hanno fatto politiche addirittura peggiori di quelli di prima. Io lo dico anche con dispiacere, perché comunque governiamo insieme il Paese e lo stiamo cambiando: però a livello locale questa rottura non si è avvertita...». —
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