Arriva la richiesta di maxi-risarcimento per lo stop all’ospedale a Montenero
Livorno, Guerrato Spa (che si era aggiudicata i lavori) pronta a chiedere «danni gravissimi e ingiusti», ma De Lauretis revoca la gara
LIVORNO. “Ci adopereremo per un’intesa con la Regione per recedere dall’accordo di programma relativo alla costruzione del nuovo ospedale a Montenero”. Così, nell’estate del 2014, si leggeva nelle linee programmatiche di governo della nuova amministrazione Cinque Stelle. Da allora però, per quattro anni, Comune, Regione e Asl si sono rimpallati la patata bollente di chi dovesse assumersi la responsabilità della disdetta di quell’accordo.
Quale era l’ostacolo principale? La maxi-richiesta di risarcimento che avrebbe potuto pretendere la Guerrato Spa di Rovigo, la ditta risultata prima nella graduatoria per la costruzione del nuovo ospedale e per la gestione dei servizi interni in regime di project financing.
Ora quella temuta richiesta di risarcimento è in arrivo. Ad annunciarla è la stessa Guerrato: in una diffida formale inviata due settimane fa al direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis, all’assessore Stefania Saccardi, al governatore Enrico Rossi e a Monica Calamai, direttore del dipartimento sanità della Regione, il presidente del colosso veneto Antonio Schiro intima all’Asl di procedere velocemente alla conclusione della gara per l’affidamento del project financing per la realizzazione e gestione dell’ospedale sulla base del bando di gara del 6 agosto 2011. Poi definisce “illegittima e inefficace, poiché mai ratificata nei termini previsti dalla legge da parte delle amministrazioni competenti”, la delibera 749 della Regione Toscana del 2 luglio scorso, in cui la Regione prendeva atto che l’accordo del 2010 era decaduto. E infine si riserva ogni azione, in sede giurisdizionale, anche presso la Corte dei Conti per danno erariale, a tutela e risarcimento dei danni “ingenti, gravissimi e ingiusti” subiti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16656580:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/03/30/news/si-esce-dal-vecchio-accordo-sull-ospedale-a-montenero-1.16656580]]
Per tutta risposta, la De Lauretis, nel suo ultimo giorno da direttore generale prima della pensione, ha chiuso definitivamente la partita dal punto di vista amministrativo firmando l’atto che nessuno voleva fare, “la revoca della procedura di gara”, e autorizzando anche “lo svincolo delle cauzioni provvisorie accese per la partecipazione alla gara da parte dei concorrenti ammessi”.
Ma la telenovela dell’ospedale di Montenero - ora che dal punto di vista politico sembra conclusa - sembra destinata ad andare avanti ancora a lungo arricchendosi di un capitolo giudiziario, erariale e pure amministrativo: perché nelle 8 pagine di diffida, Guerrato annuncia una dura battaglia legale elencando una serie di elementi che a suo dire evidenziano che «la condotta della pubblica amministrazione risulta gravemente illegittima e contraria ai principi di correttezza e buona fede, dando luogo a un’evidente responsabilità precontrattuale ex articolo 1337 del codice civile e si pone in contrasto con gli articoli 2 e 2 bis della legge 241», secondo cui le pubbliche amministrazioni sono tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
Nel mirino dell’azienda veneta ci sono Comune, Asl e Regione: Guerrato contesta di non aver avuto comunicazione alcuna, dal 2013 in poi, «circa la conclusione e l’esito del procedimento, nonostante le verbali rassicurazioni, ricevendo un grave danno dalla condotta scorretta, omissiva e illegittima della stazione appaltante e delle amministrazioni interessate». Secondo i legali di Guerrato, l’Asl aveva peraltro «l’obbligo e la responsabilità di concludere il procedimento di gara», poiché «non risulta che il consiglio comunale di Livorno abbia ratificato la revoca dell’accordo di programma», per cui esso non può dirsi «legittimamente revocato».
In sostanza l’accordo per la presa d’atto della decadenza dell’accordo di programma raggiunto lo scorso aprile da Regione, Asl e Comune sulla base della volontà espressa dal sindaco Nogarin e la relativa delibera della giunta regionale 749 di luglio «risultano del tutto illegittimi e inefficaci in quanto assunti in mancanza dei provvedimenti di ratifica della revoca dell’adesione dell’accordo previsti dalla legge (in particolare la delibera del consiglio comunale, ndr) e non possono essere assunti come presupposto per l’eventuale revoca del bando». Non solo: la revoca della gara sarebbe illegittima anche perché secondo la società veneta non risulterebbe adeguatamente motivata la dimostrazione dell’interesse pubblico sopravvenuto come previsto dalla legge.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
