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Livorno

raccolta rifiuti: il caso 

Porta a porta in zona Magenta Vece contestato dai residenti

M. S.
Porta a porta in zona Magenta Vece contestato dai residenti

Il servizio al via da lunedì coi mastelli, l’assessore nel mirino: «Valuto modifiche» Tra gli abitanti c’è chi vuole i cassonetti con la tessera: «È la soluzione migliore»

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LIVORNO

Un assedio, all’interno di un fondo di piazza Magenta: protagonista l’assessore all’ambiente Giuseppe Vece. Invitato dai residenti di piazza della Vittoria e dintorni per un confronto sul porta a porta in arrivo da lunedì, organizzato con i mastelli: Vece ha ascoltato le osservazioni e le proposte dei cittadini, ma al momento di rispondere è stato contestato in maniera particolarmente vivace.

«La raccolta dei rifiuti partirà come programmato, valuteremo comunque di apportare alcuni aggiustamenti alle modalità», è riuscito a dire Vece. «Siamo favorevoli alla differenziata, ma il porta a porta non migliorerà il servizio né renderà le strade più pulite», puntualizza Mario Bellagotti rispondendo alle promesse elencate nell’opuscolo dell’azienda dei rifiuti. Poi aggiunge: «Anche noi vogliamo i cassonetti con la tessera, o almeno il ritiro in orario notturno».

Tra le problematiche della zona emergono le stesse di altre zone della città: i marciapiedi troppo stretti, gli orari impossibili, le difficoltà nello stoccaggio dei rifiuti e soprattutto la paura delle multe. «Così viene discriminato chi non ha lo spazio per tenere i mastelli in casa, e in un certo senso si va contro la nostra libertà personale», spiega Filippo Cufari, mentre Rosalba Cocchiara mette sul tavolo un paradosso: «Quando ho deciso di ristrutturare il mio appartamento, il Comune si è messo di traverso sull’ampiezza di un corridoio, ma riguardo al passaggio degli anziani sui marciapiedi occupati dai rifiuti va tutto bene?».

Sotto il profilo della responsabilità, l’assessore deve affrontare - complice uno scambio di mail tra il gabinetto del sindaco e Aamps - le obiezioni di Giampaolo Basini sull’interpretazione della parola “ritiro” del mastello («è inteso nel senso di consegna una tantum del contenitore dall’azienda all’utente», spiega Vece, mentre per il cittadino «s’intende l’atto compiuto dall’operatore durante il servizio»). «I sacchi sono meglio dei mastelli, siamo pronti a verificare di nuovo», taglia corto Vece, mentre si oppone Stefano Cionini, membro dell’Osservatorio sulla disabilità: «No ai sacchetti, sono incompatibili con chi ha difficoltà a muoversi. Mio figlio è disabile, io non voglio che cada».

Alla fine l’assessore esce dal confronto tra applausi carichi di sarcasmo: per qualche istante, tra l’altro, i toni della discussione si erano fatti più accesi in ottica amministrative e spegnimento dell’inceneritore. Esausto, Vece si allontana senza rispondere alle domande dei giornalisti. E la proposta dei cassonetti? «Vece mi ha detto che alcuni residenti di via De Tivoli si sono opposti», conclude ancora Cufari. —

M. S.

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