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Sciopero dipendenti UniCoop negozi a rischio chiusura

Da questa mattina un presidio al Parco Levante: al ministero i vertici dell’azienda  discuteranno la cessione di otto punti vendita nel Lazio

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Dall’Ipercoop di porta a Terra al parco Levante, passando per i punti vendita di porta a Mare e quello della Rosa. Oggi tutti questi negozi sono a rischio chiusura a causa dello sciopero indetto a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs. I lavoratori sciopereranno per l’intero turno di lavoro. A partire dalla mattina verrà effettuato un presidio a Livorno davanti al punto vendita del centro commerciale parco Levante e uno a Piombino davanti alla sede di Vignale Riotorto.

«Con l’accordo del 9 maggio 2017 – spiega Pieralba Fraddanni, segretaria provinciale Filcams-Cgil – azienda e sindacati avevano fissato tra le altre cose un percorso per la rinegoziazione e l’armonizzazione del contratto integrativo. Nell’incontro dello scorso 5 settembre Unicoop Tirreno ha invece disatteso tale accordo. L’azienda vuole disdettare unilateralmente l’integrativo: non possiamo accettarlo. Chiediamo inoltre la tutela dei posti di lavoro in relazione ai negozi a rischio cessione».

Oltre allo sciopero oggi è una giornata importante perché il consiglio di amministrazione di Unicoop Tirreno discuterà e delibererà in merito alla cessione degli otto punti vendita del Sud Lazio dopo l’incontro al Mise.

«Il rinvio – spiegavano lunedì dalla sede di Unicoop – è stato deciso per rispetto istituzionale verso il Ministero e per senso di responsabilità stemperando il clima di tensione che si è venuto a creare stamani in occasione del presidio organizzato dai sindacati presso la sede della Cooperativa a Vignale Riotorto».

Unicoop Tirreno ricorda che la cessione di punti vendita (si parla di Conad come acquirente) che presentano gravi e irrecuperabili perdite d’esercizio rientra in pieno tra gli obiettivi che si è dato il Piano Industriale nel percorso di risanamento e rilancio della Cooperativa (dimezzamento delle perdite nel 2018, pareggio di bilancio nel 2019 e utili nel 2020).

La previsione delle perdite complessive degli 8 punti vendita in questione – proseguono – nel 2018 è di oltre 4 milioni. Si tratta di perdite non più sopportabili per un’azienda impegnata a rilanciarsi che intende ristrutturare 20 punti vendita in tre anni e proseguire nel percorso di sviluppo e innovazione delle strategie commerciali e sociali in Toscana, Lazio e Umbria.

Il piano industriale è stato a suo tempo discusso e approvato negli organismi di rappresentanza dei soci della Cooperativa.

Non si tratta di chiusura, ma di una cessione ad un operatore di primo piano della grande distribuzione organizzata che avverrà nel pieno rispetto delle normative vigenti e salvaguardando i livelli occupazionali dei dipendenti. —

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