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Livorno

la guerra fra i due big dei traghetti 

Onorato torna al contrattacco «Ecco i benefici di Grimaldi»

Onorato torna al contrattacco «Ecco i benefici di Grimaldi»

Nel mirino il fatto che il gruppo concorrente fa lavorare «quote consistenti di extracomunitari sottopagati» anziché i marittimi italiani disoccupati  

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Altro che tregua o armistizio, non accenna affatto a placarsi la guerra fra le famiglie Onorato e Grimaldi, due colossi nel settore dei traghetti. Il nuovo round arriva dopo che l’altro ieri prima il patron di Moby, Tirrenia e Toremar aveva annunciato una querela per diffamazione contro un leader sardista Mauro Pili chiedendo alla magistratura di indagare perché sospettava che Grimaldi fosse dietro quella campagna contro le sue aziende, poi dal quartier generale di Grimaldi si era rivendicato di aver appoggiato tali posizioni sottolineando che con i soldi che lo Stato dà al concorrente il proprio gruppo avrebbe trasportato gratis i passeggeri.

Adesso la controreplica del gruppo Onorato: «La confessione di Guido Grimaldi conferma le tesi di un Pili teleguidato». E giù nel finale l’accusa a Grimaldi di godere di benefici «al di fuori di ogni convenzione sancita da leggi dello Stato» e il rimprovero a Guido Grimaldi e Mauro Pili di dimenticare «il fiume di centinaia di milioni di contributi pubblici che affluiscono ogni anno nelle casse dei loro amici armatori ed ex soci che operano servizi per le isole minori in Sicilia».

Nella nota si accusa l’interlocutore Guido Grimaldi di aver compiuto un atto «doppiamente grave perché viziata da palesi obiettivi di concorrenza sleale e distorsione commerciale». Aggiungendo poi: «Distorsione e abuso di posizione dominante che trova conferma per la prima volta in modo diretto anche attraverso l'ammissione pubblica del duplice ruolo nella società fornitrice di servizi di trasporto marittimo Grimaldi e nell'Associazione, per appunto Alis, che teoricamente avrebbe come compito prioritario, quasi una ragione sociale, quello di aiutare i principali clienti del fornitore di servizi Grimaldi anche offrendo loro condizioni creditizie agevolate».

Onorato accusa Grimaldi di aver «reiterato tesi e dichiarazioni palesemente false»: a cominciare dal fatto che la convenzione per i servizi per la Sardegna non sarebbe stata “messa a gara”, mentre invece «lo stesso gruppo Grimaldi aveva partecipato a quella gara».

Nella nota di Onorato si parla di toni «grotteschi» soprattutto riguardo a due aspetti. Il primo: viene indicato da Grimaldi un «diritto esclusivo dei cittadini sardi non alla continuità territoriale garantita oggi dalla convenzione e da un regime privilegiato di prezzi attuato, sulla base e su precise e inviolabili indicazioni della convenzione stessa, ma a usufruire, unici fra i cittadini italiani, di trasporti totalmente gratuiti». Il secondo: ci si richiama «all’italianità da parte del portavoce short sea di un gruppo che continua a utilizzare – viene ribadito – anche su navi che operano sulla Sardegna quote consistenti di marittimi extra comunitari sotto pagati, giocando sulla pelle dei marittimi italiani e su una finestra normativa che consente questo abuso in virtù dell’inserimento della rotta fra Italia e Sardegna nell’itinerario di traghetti che scalano anche altri porti europei». —



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