Il Tirreno

Livorno

Facile chiudere il laboratorio e voltare le spalle al problema - il commento

Alessandro Guarducci
Facile chiudere il laboratorio e voltare le spalle al problema - il commento

Livorno, all'istituto Colombo dopo quattro mesi non è stato ancora riparato il buco nel soffitto dal quale è caduto il professor Cannito

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LIVORN. Non è bastato che un professore abbia rischiato di morire o di rimanere paralizzato. Non è bastato che nella caduta l’insegnante abbia comunque riportato una lunga serie di lesioni che vanno dalla fratture di undici costole e della scapola al trauma cranico e a quello al bacino.

E non è bastato nemmeno sapere che l’incidente è avvenuto perché il prof ha impedito che su quel “pavimento” in cartongesso ci andasse uno studente. Niente. All’istituto professionale Colombo il tempo sembra essersi fermato alla mattina del 23 maggio scorso: quattro mesi dopo l’episodio il buco è sempre lì, visibilissimo dall’aula magna posta al piano inferiore. Nessuno ha provveduto nemmeno a tapparlo. Figuriamoci, dunque, se è stata trovata una soluzione per rimuovere una situazione di pericolo in una scuola che è frequentata da centinaia di studenti.

Provincia e istituto hanno fatto scorrere questi mesi tra annunci (“Metteremo l’apertura automatica delle finestre”, fu detto due giorni dopo l’incidente), giustificazioni («c’era un cartello che vietava l’ingresso in quella zona” , la difesa nell’immediatezza del fatto) e rimpalli di responsabilità con il risultato che è stato sprecato del tempo prezioso.

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Così il problema è rimasto irrisolto, anzi peggio: il problema è stato nascosto. Come? Chiudendo il laboratorio. Una scelta comoda e fin troppo facile quella di voltare le spalle e far finta di nulla. Peccato che così i ragazzi siano stati privati di uno spazio di studio (non è chiaro quanto si protrarrà questa condizione) e si sia trasmesso loro un messaggio diseducativo. Ma le cose in Italia vanno così e Livorno non fa eccezione.

Già era una vergogna che la Provincia avesse consegnato l’edificio di San Gaetano in quelle condizioni. Già era una vergogna che la scuola avesse accettato quella situazione, che da circa due anni prevedeva l’intervento di un custode munito di asta per aprire le finestre del laboratorio senza calpestare quel “pavimento” di cartongesso spesso pochi centimetri. Ancora più vergognoso è che l’anno scolastico al Colombo sia iniziato in queste condizioni. Il Tirreno non volterà le spalle e continuerà a chiedere scuole più sicure.

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