«Ok alle chiusure di domenica ma occhio alle varie esigenze»
Le associazioni di categoria d’accordo con la proposta ma chiedono garanzie Confesercenti: «Liberalizzazione fallita». Confcommercio: «Attenti al turismo»
LIVORNO. Se la maggior parte dei dipendenti è d’accordo e i clienti si dividono valutando pro e contro della nuova proposta, le associazioni di categoria sono favorevoli alle chiusure domenicali dei negozi ma chiedono garanzie. Per le zone turistiche, per le varie realtà commerciali, per le esigenze di tutti i settori. Lo ripetono Confesercenti e Confcommercio dopo il servizio di ieri del Tirreno, un viaggio tra supermercati e centri commerciali della città raccogliendo opinioni, idee e proposte di dipendenti e clienti: entrambe le associazioni sono d’accordo con le chiusure di domenica, ma parlano dell’importanza di «una norma condivisa, rispettando le necessità di tutti i soggetti coinvolti». E su questo insistono soprattutto dalla Confcommercio, «perché i negozi di certe zone, giusto per fare un esempio, non possono restare chiusi d’estate». Insomma, ok alle chiusure nei festivi, «a patto però di lasciare un margine di manovra a livello regionale e comunale». E questo potrebbe avere conseguenze anche sulla nostra città, con le attività di via Grande che - per esempio - sarebbero più interessate dei centri commerciali ad aprire nei mesi estivi, considerando le migliaia di croceristi che sbarcano al porto.
«Questa proposta è aria fresca per i commercianti livornesi - spiega Maristella Calgaro, presidente provinciale della Confesercenti - noi sosteniamo da anni che non è possibile andare avanti così, che servono risposte forti contro le aperture domenicali. Le liberalizzazioni, introdotte dal governo Monti nel 2012, avrebbero dovuto dare una spinta ai consumi grazie all’aumento delle opportunità di acquisto, invece i risultati sono stati tutt’altro che positivi». Ed ecco quindi l’ok, da parte dell’associazione di categoria, alla nuova proposta del governo Cinque Stelle-Lega. «È necessaria una revisione delle norme - continua Calgaro - noi, comunque, non siamo a favore del “chiusi sempre” e crediamo che sia fondamentale restare aperti quando e dove necessario, come nelle località turistiche. L’obiettivo è quello di avere un minimo di regolamentazione sulle aperture, non dimenticando che la domenica è il giorno di festa in cui le famiglie si ritrovano e stanno insieme dopo una settimana di lavoro».
Attenzione alle varie zone del territorio, equilibrio tra piccole e grandi imprese, dialogo tra tutte le realtà coinvolte: sono questi i punti che tocca invece Alessio Carraresi, presidente provinciale della Confcommercio. «Il tema è complesso e bisogna ascoltare le esigenze di tutti - spiega - questo provvedimento è molto importante ma sicuramente non urgente, pertanto credo che ci sia bisogno di tempo per arrivare a un testo completo. Da una parte bisogna tutelare le libertà imprenditoriali, dall’altra invece non vanno dimenticate le esigenze familiari». E qui diventa fondamentale proprio il ruolo delle associazioni di categoria. «Sì, perché serve un dibattito esaustivo - chiude Carraresi - a tutela ovviamente della pluralità del nostro sistema di distribuzione, formato da piccole, medie e grandi imprese. Il tema delle aperture domenicali, comunque, è emblematico delle attuali difficoltà del commercio e soprattutto delle necessità di modernizzare l’approccio all’evoluzione del comparto: adesso è necessario ascoltare e rispondere alle istanze di tutti gli operatori». —
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