Il Tirreno

Livorno

Travolto in scooter, finisce sul tetto dell’auto: il conducente lo scaraventa a terra e fugge

Gianni Tacchi
Travolto in scooter, finisce sul tetto dell’auto: il conducente lo scaraventa a terra e fugge

Lo scontro in via Mastacchi: il 23enne livornese aveva l’anca lussata ed è stato operato. «Quell’uomo stava per uccidermi»

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LIVORNO. «Sembrano scene da film, da serie tv che tiene tutti col fiato sospeso», ripete da un letto dell’ospedale. E sì, appena inizia a raccontare il terribile incidente dell’ultimo fine settimana in via Mastacchi, sembra proprio di rivedere un thriller, «invece è quello che mi è accaduto l’altra notte». Christian Funaro, 23 anni, livornese, si sente «miracolato e fortunato, d’altronde potevo morire». Prima è stato travolto in motorino, poi è finito sul tetto dell’auto coinvolta nell’incidente, quindi è stato «scaraventato a terra dall’automobilista» che è fuggito via. «Quell’uomo stava per ammazzarmi - racconta il giovane - dopo lo scontro frontale all’incrocio, mi sono ritrovato sul tetto della sua macchina: non vedevo niente, avevo gli occhi coperti di sangue. Gli ho urlato di fermarsi, ma lui ha accelerato andando a zig zag per farmi cadere sull’asfalto: è stato un incubo, non so come ho fatto a restare lì sopra per 700, forse 800 metri. A un certo punto ha inchiodato, è sceso dall’auto, mi ha preso e mi ha buttato per terra. Ed è scappato. Fortunatamente non sono svenuto, così ho chiamato il 118 ed è venuta subito un’ambulanza».

Funaro era uscito dal lavoro intorno alle 1,30 di sabato e si era fermato a casa, in via Provinciale pisana, per «caricare il cellulare e chiamare gli amici», in modo tale da mettersi d’accordo su come passare la serata: da qualche mese lavora come cameriere in un ristorante del lungomare, inoltre è iscritto all’Università di Pisa e sta per laurearsi in Scienze politiche. L’incidente si è verificato pochi minuti dopo, mentre stava raggiungendo gli amici in Fortezza Vecchia. Il 23enne, in sella al suo Scarabeo 50 nero, si è scontrato frontalmente con quell’auto in via Mastacchi: lui stava andando verso San Marco, la vettura invece in direzione opposta. «All’improvviso ha svoltato in via Cestoni - continua Funaro - io non ce l’ho fatta neanche a frenare, lo scontro è stato violentissimo». Poi quasi un chilometro sul tetto dell’auto fino a quando, pochi secondi dopo, è stato scaraventato sull’asfalto, in via Poerio. E a quel punto sono scattati i soccorsi: Funaro è stato caricato su un’ambulanza, portato all’ospedale e ricoverato nella shock room del pronto soccorso. Era una maschera di sangue, con contusioni ed escoriazioni su tutto il corpo. E gli esami hanno evidenziato anche e soprattutto la lussazione dell’anca, con il 23enne che è stato subito sottoposto a un intervento. «Ho dolori ovunque e dovrò restare a letto per un mese, un mese e mezzo. Sarà dura, su questo non c’è alcun dubbio, ma tutto sommato è andata bene: lo ripeto, in quell’incidente potevo morire, invece sono qui a raccontare come sono andate le cose».

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Sull’asfalto, all’incrocio tra via Mastacchi e via Cestoni, sono stati ritrovati il paraurti e la targa dell’auto, con il conducente che sarebbe stato già individuato dai vigili urbani. Di certo c’è che gli atti relativi all’incidente sono stati trasmessi alla Procura, che ha aperto un fascicolo sul caso: secondo quanto raccolto, si procede per i reati di omissione di soccorso e fuga, ma la dinamica - se confermata - potrebbe portare gli inquirenti a valutare anche l’ipotesi di tentato omicidio. «Sono ancora sconvolto per quello che è accaduto - chiude Funaro - non è stato solo un incidente con omissione di soccorso, una situazione che purtroppo si verifica sempre più di frequente, ma qui c’è anche la volontà di infierire: guidare a zig zag per farmi cadere dal tetto è vergognoso». Scene da film, appunto, con conseguenze che potevano essere tragiche.
 

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