Al Teatro Goldoni l’ultimo saluto della città la camera ardente del maestro nel foyer
L’ADDIOSi svolgeranno con tutta probabilità mercoledì a Roma, dove le spoglie verranno inumate nel Cimitero acattolico (nel quartiere di Testaccio, vicino a Porta San Paolo), i funerali di Lindsay...
L’ADDIO
Si svolgeranno con tutta probabilità mercoledì a Roma, dove le spoglie verranno inumate nel Cimitero acattolico (nel quartiere di Testaccio, vicino a Porta San Paolo), i funerali di Lindsay Kemp. Lo ha reso noto la famiglia, precisando che l’orario delle esequie non è stato ancora stabilito.
Quest’oggi, intanto, i livornesi potranno rendere omaggio al grande ballerino, mimo, coreografo, attore, pittore, scenografo, regista britannico, che aveva scelto Livorno come patria (abitava in un palazzo sugli scali Saffi, a pochi passi dal Mercato): questa mattina alle ore 11 sarà aperta la camera ardente nel foyer del Teatro Goldoni e chiunque potrà salutare il maestro fino alle 18.
Sarà l’occasione da parte dei cittadini di contraccambiare per l’ultima volta tutto l’amore che il grande artista ha rivolto a Livorno. A mezzogiorno è prevista anche una breve e semplice cerimonia laica da parte delle istituzioni e del teatro.
Dunque il maestro darà l’addio a Livorno in quella che era la sua casa artistica: proprio per questo motivo, i parenti di Kemp, i suoi collaboratori ed amici, l’amministrazione comunale e la fondazione Goldoni hanno voluto allestire la camera ardente all’interno del teatro Goldoni, con cui il coreografo, mimo e danzatore inglese ha collaborato per anni fin dalla riapertura dopo i lavori di restauro nel gennaio 2004 per poi proseguire sempre con grandissimo impegno ed entusiasmo a partire dal 2016.
Ma il rapporto tra Kemp con Livorno e con il suo teatro era iniziato ancora prima, esattamente vent’anni fa, con la storica edizione del centenario di Iris di Mascagni che andò in scena al Teatro La Gran Guardia, nel 1998: all’epoca, il Goldoni versava praticamente in rovina e il cinema teatro di via Grande, che oggi esiste in versione ridotta, lo sostituiva sia per la prosa che per la lirica.
La storia tra il Goldoni e il poliedrico artista si era interrotta bruscamente nel 2012, lasciando in Kemp una profonda amarezza come testimoniano le sue parole in una intervista rilasciata al Tirreno nell’ottobre di sei anni fa: «Questa è una storia per me molto triste. Ho insegnato qui con grande passione per 3 anni, abbiamo alzato insieme lo standard di preparazione degli studenti, abbiamo fatto tre spettacoli. Insegnare per me è importante. Mi hanno fatto sapere che la collaborazione si interrompeva. Mancavano i soldi. Ma, dico io, potevamo parlarne, con un po’ di fantasia un modo si sarebbe trovato. Si, è stata una grande tristezza, ma amo così tanto questa città che non ho potuto andarmene». Dunque il grande artista non si è mai staccato da Livorno e qui nel 2016 ha ripreso a collaborare con il “suo” Goldoni.
Kemp, scomparso sabato all’età di 80 anni, ha continuato a danzare e preparare nuovi progetti fino alla fine. Lo scorso anno aveva firmato, proprio per il Goldoni, la regia del “Flauto magico”, senza per questo tralasciare i numerosi suoi altri impegni, primo fra tutti il laboratorio di danza.
E quest’oggi in quello che è stato il teatro che l’ha applaudito tantissime volte, Lindsay Kemp riceverà l’ultimo saluti dai suoi concittadini. –
A. G.
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