Il Tirreno

Livorno

Gli ispettori ambientali? Manca il regolamento

A.G.

LIVORNOL’istituzione degli ispettori ambientali nella nostra città risale ad alcuni mesi fa: dopo 8 lunghi anni di attese e promesse, nell’aprile scorso il consiglio comunale aveva approvato la...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

L’istituzione degli ispettori ambientali nella nostra città risale ad alcuni mesi fa: dopo 8 lunghi anni di attese e promesse, nell’aprile scorso il consiglio comunale aveva approvato la delibera con cui Livorno si dotava di questa figura preposta al controllo e alle sanzioni in tema di corretto conferimento dei rifiuti e di contrasto all’inciviltà.

Sono però passati quasi cinque mesi ed ancora gli ispettori ambientali non si sono visti all’opera. Eppure era detto chiaro e tondo che 19 dipendenti di Aamps erano già stati formati ed erano pronti a prendere servizio. Ma allora, che cosa è accaduto?

Presto detto: è accaduto che manca ancora l’ apposito regolamento che deve disciplinere il lavoro, gli incarichi e tutte le facoltà degli ispettori. Un compito, questo, che a quanto pare non spetta ad Aamps bensì al Comune e più precisamente all’Ufficio Ambiente. Difficile pensare che questo regolamento possa essere messo a punto durante il periodo di Ferragosto, quando gli uffici comunali (come quelli privati, del resto) sono praticamente deserti. Quindi se ne riparlerà a settembre e di conseguenza i menefreghisti e gli incivili, quelli che abbandonano i rifiuti di ogni genere in prossimità dei cassonetti ancora rimasti, continueranno per il momento a farla franca. Perchè senza gli ispettori, i controlli sono sporadici.

L’unica cosa che pare certa è che i futuri ispettori ambientali dovrebbero essere scelti all'interno del personale già esistente di Aamps (già formati per questo incarico), perché non sono previsti bandi o assunzioni ulteriori. Non resta che attendere. —

A.G.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera