«I problemi di via Garibaldi non sono i panni»
I residenti d’accordo: «Ben vengano i vigili, tra parcheggi selvaggi e spazzatura selvaggia qui avrebbero tanto lavoro...»
LIVORNO
I panni sventolano nella via Garibaldi semideserta per colpa dell’afa. Nonostante gli avvisi che la polizia municipale ha affisso la scorsa settimana a tutti i portoni per ricordare il divieto - previsto dal regolamento di polizia urbana - di stendere lenzuola o vestiti ad asciugare, le facciate di molti palazzi continuano ad essere “colorate” dai panni appesi ai fili o che sbucano dai davanzali. Il popolo di via Garibaldi (e dintorni) sembra comunque d’accordo con la stretta annunciata dai vigili urbani, «perché qui ognuno fa quello che gli pare». Ma tutti sottolineano che i veri problemi della zona sono altri.
«Tante cose non vanno bene da queste parti - sottolinea la signora Roberta, con la spesa in mano -. Fra questa strada e quelle limitrofe, viene in mente la famosa frase di Bartali: è tutto da rifare. Traffico indisciplinato e microcriminalità imperversano. Proprio stamattina (ieri, ndc) è stata scippata una donna anziana in Via Pellettier. Ho un babbo di 90 anni e sono preoccupata».
Anche Carlo Pacini sposta l’attenzione anche su altro. «A Livorno stendere i panni ai balconi fa parte del costume, forse non sarà bellissimo da vedersi, ma guarderei piuttosto la raccolta differenziata. Topi e gabbiani, ovunque. Io sono per un modello svizzero: depositi interrati, scheda magnetica, tutto pulito e tutto a scomparsa. E le buche per le strade? Anche questo è decoro urbano. O no?».
Liliana Gadducci sposa l’esigenza della massaia con il rispetto da portare verso il prossimo. «Io appendo al filo, facendo attenzione che non sgrondi acqua specialmente se chi sta sotto ha i panni esposti e già asciutti. Ho un piccolo cane – continua -, ma non scuoto mai tappeti alla finestra per liberarmi dai peli del mio animale domestico. Non voglio la medaglia, credo semplicemente di osservare regole basilari della convivenza. In questa via, l’educazione non è mai stata un punto di forza».
Donatella Barbieri, dietro al bancone della sua macelleria è lapidaria. «Non c’è da gridare allo scandalo. Le regole esistono da sempre e se i Vigili le hanno ricordate è perché c’è qualcuno che fa troppo come gli pare». Franca Dentone annuisce: «Non c’è rispetto. Qui, l’intento non è multare tutti quelli che mettono i panni al sole, ma di intervenire su chi esagera, creando disagio ai passanti e a chi risiede ai piani sottostanti».
Sulla stessa linea Roberto De Memme: «Se il problema riguarda solo chi si dimostra incivile, è giusto fare multe. Ma non vorrei si facesse di tutta l’erba un fascio».
Infine Piero Chiesa, che non abita sulla via Garibaldi ma in una delle sue traverse più celebri: via dell’Oriolino. «Da me, il problema non sono i panni stesi, ma chi parcheggia davanti ai portoni. A volte è un’impresa uscire di casa con la bici o con il passeggino. Se i Vigili vogliono, da queste parti c’è parecchio lavoro...». —
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