Il Tirreno

Livorno

L’assessore ai lavori pubblici del Comune parla della difficoltà di togliere il degrado dalla città. «Dobbiamo far reinnamorare i livornesi della città e farli diventare i primi custodi» 

Porta San Marco con le transenne come misura anti-vandalismo

I.R.
Porta San Marco con le transenne come misura anti-vandalismo

L’INTERVISTALivorno è una città straordinaria. Eppure l’incontro-scontro con il degrado, la poca cura degli spazi più belli, è una delle prime sensazioni che si riceve visitandola. Livorno dà l’impres...

3 MINUTI DI LETTURA





L’INTERVISTA

Livorno è una città straordinaria. Eppure l’incontro-scontro con il degrado, la poca cura degli spazi più belli, è una delle prime sensazioni che si riceve visitandola. Livorno dà l’impressione di una bellissima donna, trasandata. Difficile smentirlo anche per l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Aurigi.

Assessore a Porta San Marco sono stati fatti recentemente dei lavori di manutenzione ma è ancora tutto transennato.

«La volontà di preservare anche investimenti importanti che l’amministrazione comunale ha fatto a volte richiede misure estreme».

Cosa intende?

«In porta San Marco abbiamo finito l’intervento ma stiamo aspettando a liberare l’area. Speriamo che mettendo un po’di tempo in mezzo tra la fine dei lavori e la riapertura dell’area ci si dimentichi che le porte sono state rinnovate. Tentiamo di evitare vandalismi».

Difficile da credere...

«A volte vengono rovinate le cose pubbliche per cattiveria, per dispetto. Abbiamo avuto scritte sui muri, come al Cisternino, il giorno prima dell’inaugurazione o atti vandalici la notte dopo la fine dei lavori. Lasciando le transenne speriamo ci si abitui a una situazione migliorata e che, perlomeno, non ci si accanisca subito».

Quindi a Livorno capita che si lascino le transenne come misura anti-vandali?

«Porta San Marco non è il primo caso».

La situazione di degrado in cui versano alcune strade o monumenti è voluta? Perché comunque eventuali sistemazioni sarebbero subito rovinate?

«Certo che no. Faccio un esempio: abbiamo un piano per mettere i giochi nei giardini pubblici. I tecnici del Comune ci hanno fatto presente che sarebbe meglio metterli in giardini recintati, che la notte vengono chiusi: altrove durerebbero pochissimo. Ma noi abbiamo deciso di metterli anche alla Rotonda di Ardenza, alla Terrazza Mascagni...»

Consapevoli che saranno rovinati, quindi.

«Vogliamo creare le condizioni affinché i livornesi si reinnamorino di Livorno. Partiremo con lavori in spazi cittadini in modo da trasformare aree inutilizzate in zone di incontro. A breve partiranno i lavori in piazza Guerrazzi, al Cisternone. Tutti interventi che puntano a far riscoprire la città migliorandola e qualificandola. Il Cisternone sarà liberato dal parcheggio caotico in modo che l’edificio non sia più così soffocato».

E qual è il collegamento con i vandali?

Se ci riappropriamo della cosa pubblica incentivando la cultura e lo sviluppo del turismo ricreiamo amore. Dobbiamo riscoprire la bellezza di questa città, di quando a inizio Novecento veniva chiamata la “Montecatini del mare”. Poi Livorno ha sviluppato una vocazione industriale e ciò che era l’aspetto estetico è stato soffocato, lasciato indietro. Penso ai cavalcavia davanti alle Terme del Corallo o alla Fortezza Vecchia. È chiaro che bisogna invertire rotta percorsa negli ultimi 50 anni. Non abbiamo risorse per fare tutto e l’obiettivo è lavorare affinché ognuno impari a diventare custode di Livorno. Solo così riusciremo a mantenere meglio quello che abbiamo e a combattere il degrado». –

I.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana