«Viale Italia? Inutili le rotatorie Meglio i semafori intelligenti»
L’Aci contraria ai tre nuovi rondò che il Comune vuole realizzare sul lungomare «Per aumentare la sicurezza in quel tratto meglio altri strumenti ed educazione»
LIVORNO. «Il viale Italia? Le rotatorie sono inutili per una strada non pericolosa solo di per sé. Per aumentare il livello di sicurezza sul lungomare servono semafori smart e una educazione sanzionatoria». A sostenerlo sono i vertici dell’Aci in una nota a firma di Riccardo Heusch e Virgilio Marcucci, presidenti delle commissione traffico e tutela diritti automobilisti.
«In generale, prima di affrettarsi nella definizione di una strada come pericolosa per le proprie caratteristiche morfologiche – intervengono – dovremmo analizzarne tutti gli aspetti nel loro complesso. Primo fattore ti da prendere in considerazione dovrebbe essere la pressione veicolare». «Per spostarsi da sud a nord e viceversa – sottolineano – automobilisti e centauri a Livorno hanno solo tre direttrici: viale Italia, il tratto della vecchia via Aurelia o la variante Aurelia». Il viale Italia «è la vera strada a penetrazione urbana, raccoglie tutta l’utenza residente a sud che intende raggiungere il centro», quindi qui «si riversa il 40 per cento circa del traffico giornaliero», con un tipo di traffico e di utenza «variegati».
Sono molti gli incidenti che si verificano sul viale Italia, coem hanno dimostrato anche le cronache degli ultimi giorni: «Sicuramente a creare tali rischi concreti contribuisce fin troppo spesso l’eccesso di velocità», «il comportamento degli automobilisti che sforano i limiti previsti dalla segnaletica va fortemente condannato e per evitare queste trasgressioni dobbiamo utilizzare qualsiasi strumento attualmente a disposizione», a partire «dai dissuasori», per una «indispensabile, sana azione repressiva».
Questo effetto deterrente, però, sostengono dall’Aci, «non si può certo ottenere dalle rotatorie messe in progetto dall’amministrazione comunale: tra quella prevista sulla carta all’altezza di Barriera Margherita e la successiva, prevista in via dei Pensieri, resterebbe infatti tecnicamente tutto lo spazio al potenziale trasgressore per riprendere sin troppa velocità». Lo stesso «tra quella che dovrebbe sorgere nel tratto di carreggiata antistante la Baracchina Bianca e quella di Barriera Margherita».
«Decisamente più efficace ed educativa – lanciano la proposta – sarebbe invece l’apposizione di semafori cosiddetti intelligenti, già utilizzati con successo lungo le strade di Francia e Spagna. Per una verifica del buon funzionamento di questo metodo, si potrebbe cominciare a sperimentare modificando e controllando quelli già presenti in via Zola, sul viale Alfieri e in piazza Mazzini».
Il tipo di semafori in questione, spiegano, «farebbe scattare la lanterna rossa allo sforamento dei limiti di velocità»: «andrebbero posizionati in prossimità degli attraversamenti pedonali e, dovrebbero essere attivabili su richiesta con un bottone da parte del pedone». —
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