Il Tirreno

Livorno

il caso dei tastierini 

Bidoni Aamps nei condomini «Codice unico? È la soluzione»

Gianni Tacchi

L’azienda dei rifiuti risponde agli amministratori «Gli operatori non possono andare a ritirare i rifiuti con una lista di 500 codici»

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LIVORNO

Prima la mail inviata dai vertici Aamps agli amministratori di condominio, con la richiesta di usare lo stesso codice d’accesso sui tastierini installati all’esterno dei cancelli, «in modo tale da agevolare il lavoro degli addetti che devono entrare nei cortili e svuotare i bidoni». Poi la protesta da parte degli stessi amministratori, che hanno parlato - attraverso Mirella Campidonico, presidente provinciale dell’Anaci, l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari - di «una decisione assurda» e di «grossi problemi a livello di sicurezza». E ora la replica dell’azienda dei rifiuti, che chiarisce alcuni punti e spiega che, «all’occorrenza, si poteva prevedere un aggiornamento della password ogni tre mesi». «Dopo i confronti delle ultime settimane - aggiungono dall’Aamps - non capiamo la posizione ostile dell’Anaci e neanche la scelta di rendere pubblica una questione tecnica. Sicuramente, se fosse stata accolta la nostra proposta di uniformare i codici, avremmo potuto offrire un servizio ancora migliore».

Il caso, dopo il servizio del Tirreno di sabato scorso, ha scatenato soprattutto la reazione di diversi amministratori, «non disponibili a gestire tutto ciò che è legato al codice unico», come aveva detto subito Campidonico. «Attualmente - proseguono dagli uffici dell’Aamps - i condomini serviti dalla raccolta dei rifiuti porta a porta sono 12.342: nella stragrande maggioranza dei casi, i residenti di questi edifici espongono i bidoni in strada, seguendo il calendario dei ritiri e uniformandosi a quanto già succede nelle altre città italiane in cui è in vigore il porta a porta, dove sono i condòmini a portare fuori l’immondizia e non gli operatori a entrare nei cortili. Noi, andando incontro alle esigenze di alcuni stabili, ci siamo però resi disponibili a entrare nei cortili di 898 condomini per ritirare i bidoni della raccolta differenziata: 478 di questi, dunque meno del 4% del totale di quelli serviti, hanno un’area con i bidoni condominiali che è accessibile proprio con il codice. Ecco, abbiamo chiesto a tutti di unificarlo, come in altri Comuni in cui non ci sono mai stati problemi di sicurezza, perché non è possibile dotare i nostri operatori di una lista con quasi 500 codici».

In mezzo restano comunque i residenti di questi 478 palazzi, condòmini che hanno speso centinaia di euro per i tastierini e che ora rischiano di doversi riorganizzare. «L’unica alternativa al codice universale - chiude l’Aamps - è che siano gli stessi abitanti a esporre i bidoni all’esterno degli edifici, esattamente come fanno i residenti degli altri 11.444 palazzi della città». Insomma, l’azienda ribadisce la richiesta del codice unico, aprendo però a «un aggiornamento ogni tre mesi». —

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