Italia
Bidoni Aamps nei cortili dei condomini codice uguale per tutti, scatta la protesta
L’azienda dei rifiuti vuole la stessa password sui tastierini esterni. Gli amministratori: «Li rende inutili, è una follia»
LIVORNO
Ci sono migliaia di livornesi che, per consentire agli addetti Aamps di entrare nei cortili dei condomini e svuotare i bidoni del porta a porta, all’esterno dei cancelli hanno installato i tastierini con un codice d’accesso. Fino a 800 euro a condominio, senza dimenticare le spese - in diversi casi - per creare le rampe necessarie a portar fuori i contenitori e per tutte le pratiche del caso. «Tastierini comprati proprio su indicazione dell’Aamps, che non voleva chiavi né telecomandi per i cancelli automatici», precisa Mirella Campidonico, presidente provinciale dell’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) e punto di riferimento del settore. Ma la stessa azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, due giorni fa, ha inviato una mail agli amministratori di condominio livornesi chiedendo a tutti di usare lo stesso codice, «in modo tale da rendere più efficiente il servizio», evidenzia l’Aamps. Una richiesta che ha aperto un caso, facendo infuriare Campidonico e altri colleghi. «Pensavo fosse uno scherzo, invece è tutto vero - dice la presidente dell’Anaci - è una cosa assurda, intanto perché i residenti hanno speso soldi inutilmente per quelle pulsantiere e poi per questioni di sicurezza, visto che adesso con un codice si può entrare in centinaia di palazzi. Sì, è come se i cancelli fossero sempre aperti».
Il codice indicato dall’Aamps è formato da sette numeri e un altro simbolo, ma possono essere usate soltanto le prime cifre nel caso in cui il tastierino - come spiega l’azienda - permetta esclusivamente combinazioni più corte. E lo stesso vale per i condomini in cui, anziché le pulsantiere, all’esterno dei cancelli ci sono i lucchetti con la combinazione. «Ogni condominio deve avere il suo codice, mi sembra normale, logico - continua Campidonico - unificarlo non ha alcun senso, anzi è un rischio per la sicurezza di tutti. È vero che i residenti entrano con la chiave o il telecomando, ma è altrettanto vero che quel codice sarà a disposizione di tutti. Ma come si fa a pretendere una cosa del genere?». E le perplessità degli amministratori di condomini non finiscono qui. «Ci sono residenti che hanno tolto posti auto o ridotto i giardini per creare un’area con i bidoni condominiali, poi hanno speso soldi per i tastierini e seguito pratiche per i lavori. Insomma, si sono sacrificati sotto ogni punto di vista. E ora ecco una richiesta che vanifica tutto».
Campidonico e altri amministratori, proprio in queste ore, si stanno organizzando per attaccare due lettere nelle bacheche di tutti i condomini che gestiscono: quella ricevuta giovedì scorso dall’azienda dei rifiuti, «nella quale tutti potranno leggere la richiesta di usare lo stesso codice», e una scritta dagli stessi amministratori, «dove spieghiamo la nostra totale contrarietà al nuovo provvedimento dell’Aamps». «Noi - chiude la presidente provinciale dell’Anaci - ci dissociamo da questa decisione e non siamo disponibili a gestire tutto ciò che è legato al codice unico, pertanto invitiamo i residenti a contattare direttamente l’azienda per avere ulteriori informazioni. E in questa storia rischia di esserci un’altra conseguenza per migliaia di livornesi: se gli operatori Aamps non potranno più entrare nei cortili per il problema del codice, i residenti saranno costretti anche a pagare qualcuno per portare fuori i bidoni condominiali e riportarli dentro in serata. E questa sarebbe una vera e propria beffa dopo tutte le spese sostenute negli ultimi mesi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
