Il presidio
Il M5s replica al Pd «Per gli stalli blu due pesi e due misure»
Il gruppo consiliare su Facebook: «Facciano il referendum da Ventimiglia a Reggio Calabria, anche nelle “loro” città»
livorno
Lo stallo blu sul viale Italia continua a far parlare di sé. Questa volta al centro del dibattito c’è il referendum abrogativo dell’atto comunale che ha istituito i parcheggi a pagamento sul lungomare, per il quale è stato recentemente creato, dal partito democratico cittadino, un comitato promotore.
Sull’argomento la replica del Movimento 5 stelle livornese non si è fatta attendere. È infatti arrivata ieri, attraverso la pubblicazione di un post sulla pagina Facebook del gruppo consiliare.
Il Pd chiede il referendum per abolire, a Livorno, gli stalli blu sul mare, laddove, in altre città da lui amministrate, i parcheggi sulla costa sono a pagamento praticamente da sempre. Ecco il succo dell’intervento social dei cinque stelle, i quali accusano il partito d’opposizione di «doppiopesismo».
«Ci auguriamo che il Partito democratico abbia l’onestà intellettuale di promuovere il referendum sugli stalli blu da Ventimiglia a Reggio Calabria - è possibile leggere sulla pagina Facebook del gruppo consiliare M5s - Comprendendo anche quelle città, amministrate da sindaci dem, dove i posteggi sono a pagamento da sempre - come Tirrenia, che ora ha cambiato colore politico, o Castiglioncello - e in quelle in cui sono in fase di realizzazione, come Marina di Cecina».
Dal contenuto della consultazione alla scelta del metodo referendario. Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle solleva obiezioni al Partito democratico non solo perché si è fatto promotore dell’abrogazione degli stalli blu sul mare, ma anche perché ha deciso di intraprendere la via della consultazione popolare, laddove, sostengono i 5 stelle, non è una strada che è solito seguire.
«Il Pd - prosegue il post - potrebbe cominciare a consultare i cittadini su altri provvedimenti che ha calato dall’altissimo in questi anni.
A cominciare dalla privatizzazione dell’acqua, compresa la nostra Asa che, è bene ricordarlo, nel 2005 ha sottoscritto un derivato tossico che è già costato ai cittadini di Livorno 42 milioni di euro e ne costerà altrettanti da qui al 2023.
Per non parlare dell’aumento delle tariffe degli autobus, imposte dalla Regione dal primo luglio scorso e dovute all’incapacità di portare in fondo una gara per il gestore unico del tpl (trasporto pubblico locale ndr) in sei anni.
In questi casi, però, il Pd si troverebbe a promuovere referendum contro se stesso.
E nel caso del tpl, Cristina Grieco, che un giorno è assessore di tutti i toscani e il giorno dopo coordinatrice del Pd di Livorno, dovrebbe proporre una consultazione contro il suo collega Vincenzo Ceccarelli, che le siede a fianco in giunta regionale. Insomma, capiamo l’imbarazzo. Un po’ meno il doppiopesismo.
In ogni caso, se il Pd ha improvvisamente scoperto il valore della democrazia diretta, siamo certi che non esiterà a votare le modifiche allo statuto comunale, proposte da noi consiglieri 5 stelle, che torneranno presto all’attenzione della prima commissione e che puntano proprio a un potenziamento del referendum». —
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