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L’evento di confcommercio 

Confcommercio: Turismo e più marketing per rilanciare il commercio

Matteo Scardigli
Confcommercio: Turismo e più marketing per rilanciare il commercio

Dibattito al Tirreno sui problemi e le prospettive del settore in città e provincia. Il presidente Carraresi denuncia la mancanza di aiuti alle attività alluvionate

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LIVORNO. Posti in piedi nel salone delle conferenze del Tirreno e gli “Stati generali del commercio livornese” diventano così un’importante occasione di confronto fra imprenditori e istituzioni sui temi dello sviluppo del settore, sulla riqualificazione dei centri urbani e sulla questione sicurezza. A moderare il dibattito Federico Pieragnoli, direttore provinciale di Confcommercio che ha organizzato l’evento. «Ci ritroviamo qui al Tirreno un anno dopo, con la volontà di impegnarci sempre più per lo sviluppo delle nostre imprese e per il rilancio dell’economia della città e della sua provincia», dice Pieragnoli - rivolgendosi a relatori e platea - in apertura del dibattito.

«Livorno, città turistica senza saperlo», “titola” il direttore del Tirreno, Luigi Vicinanza. Perché commercio e turismo vanno di pari passo nella nostra città, «che è il porto d’accesso alla Toscana ma ancora manca – sottolinea Vicinanza – di segnaletica tra il porto e il centro e di vetrofanie ai negozi, oltre che di un’adeguata riqualificazione del “salotto buono” di via e piazza Grande. Insomma, manca di un marketing territoriale, con particolare attenzione al quartiere della Venezia». Dunque commercio e turismo devono andare a braccetto a Livorno, ma le imprese oggi chiedono aiuto.

«Livorno è impensabile senza il commercio di vicinato, che è anche presidio culturale», sottolinea il presidente provinciale di Confcommercio Alessio Carraresi. Che poi leva il pugno contro «l’aiuto celermente promesso e latitante» dello Stato per l’alluvione dello scorso settembre, che ha messo in ginocchio tanti piccoli imprenditori: «Servono incentivi a sostegno, un piano per il rilancio e un ritorno alla concertazione che recuperi il ruolo intermedio delle associazioni». «Magari – prosegue – per arrivare a una Local Tax e trovare una strategia comune contro la criminalità, compresi abusivismo e contraffazione». La misura è colma, e forte è il senso di abbandono espresso attraverso di lui dai suoi associati, una sfiducia che mina il ricambio generazionale.

Eppure, dice l’assessore comunale al turismo Francesco Belais, sono in aumento presenze e pernottamenti extra alberghieri, proprio perché «Livorno ha il sapore di città autentica, non confezionata per i turisti». C’è, in verità, da migliorare ancora. «Abbiamo potenziato i nostri eventi e imparato nuovi modi di raccontarli (un esempio è il calendario unico degli eventi da aprile a settembre, raccontato proprio dal Tirreno in un inserto speciale, ndc), eppure molti negozi restano chiusi nei momenti in cui in città ci sono migliaia di visitatori», spiega Belais, che però vede anche uno spiraglio: «Il Festival dell’Umorismo e gli eventi al Mercato centrale erodono questa reticenza. Sì, “il bimbo cresce”». Ma un genitore lo sa, i figli devono seguire la loro strada.

«Livorno è città di incroci, originale e attrattiva, il nostro avamposto in mezzo al Tirreno», ricorda Stefano Ciuoffo, assessore regionale allo sviluppo economico, spronando poi i “pesci piccoli” a fare filiera insieme alle associazioni di categoria contro la grande distribuzione, in attesa del varo entro l’anno della nuova legge regionale che comprende il testo unico sul commercio. E poi, come a voler indicare altrove la vera vocazione della città, tramite Belais invita la giunta a «conservare la dignità degli spazi cittadini, il turismo viene a traino». —


 

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