Il presidio
Nel 2017 aggrediti 7 operatori un gruppo anti-rischi all’Asl
In tutto il territorio dell’azienda il numero di episodi segnalati lo scorso anno sale a 26 Il lavoro del team per l’analisi e la prevenzione
LIVORNO. Sono 26 gli episodi di aggressione ai danni di operatori sanitari segnalati nel 2017 nel territorio dell’Usl Toscana nord ovest, 7 dei quali a Livorno. Come spiegano dall’azienda, 26 sono più nel dettaglio «gli episodi segnalati dagli operatori e approfonditi con analisi finalizzate a definire azioni di miglioramento». Sono stati registrati e approfonditi 4 casi a Lucca, 10 in Versilia, 3 a Massa Carrara, 7 a Livorno e 2 a Pisa.
A livello regionale, gli eventi sentinella (quindi quelli in teoria più rilevanti), registrati nel flusso del Ministero della Salute, sono stati 46 dal 2010: 3 nel 2018, 5 nel 2017, 7 nel 2016, 8 nel 2015.
Alla fine dello scorso anno l’Asl ha costituito un gruppo di lavoro per l’analisi e la prevenzione del rischio di aggressioni, coordinato dal direttore del servizio prevenzione e protezione, Emilio Giovannini, a cui partecipano sia rappresentanti delle professioni che delle funzioni tecniche di staff.
«Il gruppo di lavoro, che si è riunito anche alla fine di giugno – spiega Giovannini – è impegnato ad armonizzare in ambito aziendale le modalità di segnalazione dell'evento, di gestione della segnalazione, offrendo ai dipendenti supporto, fino a definire criteri uniformi per la valutazione del rischio nelle strutture Asl. Questo per favorire sia la raccolta che l’analisi dei dati delle aggressioni in una logica sistemica, volta alla prevenzione del rischio per gli operatori e alla salute dei pazienti».
«Stiamo quindi lavorando – fa sapere – per la messa a punto di azioni preventive rivolte alla formazione del personale, all’organizzazione del lavoro e agli interventi di tipo ambientale. In particolare, attraverso l’analisi aggregata dei dati delle aggressioni, sopralluoghi e interviste negli ambienti di lavoro più esposti come il pronto soccorso e i servizi di salute mentale, verrà aggiornato il documento aziendale di valutazione del rischio, previsto dal testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (legge 81/2008) con l’indicazione delle azioni di prevenzione e protezione da mettere in campo. Siamo convinti che, grazie a questo lavoro, sia possibile far emergere anche i casi che finora non venivano segnalati. Il fenomeno, infatti, è sicuramente sotto stimato rispetto alla realtà».
«Malgrado i dati riportati dagli studi internazionali e nazionali – aggiunge a questo proposito il direttore della struttura aziendale di Sicurezza del paziente, Tommaso Bellandi – le aggressioni segnalate dagli operatori sanitari e gestite nell’ambito del sistema aziendale di gestione del rischio clinico (i settori più a rischio risultano essere, in generale, il pronto soccorso e i servizi di salute mentale) sono in realtà numericamente molto limitate e l’azione del gruppo di lavoro sarà anche finalizzata a far emergere il più possibile il sommerso, quindi gli episodi che fino ad ora non venivano denunciati».
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