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l’indagine  

L’incendio, poi il boato «È scoppiata la caldaia»

L’incendio, poi il boato «È scoppiata la caldaia»

LIVORNO. Un pezzo alla volta gli investigatori stanno ricostruendo la situazione che ha preceduto l’esplosione avvenuta poco prima delle 14 di giovedì all’interno dell’abitazione al piano terreno di...

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LIVORNO. Un pezzo alla volta gli investigatori stanno ricostruendo la situazione che ha preceduto l’esplosione avvenuta poco prima delle 14 di giovedì all’interno dell’abitazione al piano terreno di via del Seminario 33. E l’ipotesi che prende sempre più piede è quella che la proprietaria, ora in condizioni disperate al centro gradi ustionati di Cisanello con ferite sul 95% del corpo, abbia compiuto un gesto volontario. Una ricostruzione che per quanto inquietante è stata in parte confermata anche da alcuni residenti ascoltati a sommarie informazioni.

La prima svolta è arrivata qualche ora dopo l’allarme, quando i vigili del fuoco hanno trovato nell’appartamento una tanica di benzina mezza vuota che ha fatto archiviare l’ipotesi di una fuga di gas.

Vero è che la benzina è infiammabile ma – come ripete chi indaga – non esplode. Dunque la domanda successiva che si sono fatti i vigili del fuoco e i carabinieri è stata quella di cosa avesse provocato l’esplosione. E dagli accertamenti è emerso che l’unica possibilità, visto che il gas dei fornelli è stato trovato chiuso, possa essere la caldaia che si trova proprio nel piano sotterrano. Questo spiegherebbe perché le fiamme si sono propagate in questo locale e perché l’esplosione abbia fatto alzare il solaio del piano superiore di un metro e mezzo. Proprio in corrispondenza della camera da letto. —

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