Raggiri vestito da comandante: «Mi piaceva andare in giro in divisa...»
Livorno, esce allo scoperto Emiliano Pedani, il livornese accusato di 12 truffe in Sardegna: «Le divise le ho comprate e i ristoranti li ho sempre pagati, ho pure gli scontrini»
LIVORNO. «Buongiorno sono Emiliano Pedani, il Comandante E.P.». Dall’altra parte della cornetta c’è il livornese di 45 anni, denunciato per una dozzina di truffe, su cui i carabinieri e la Procura di Cagliari hanno aperto un ampio dossier e delle cui “gesta” Il Tirreno ha scritto lunedì 25 giugno. Pedani esce allo scoperto per raccontare la sua verità: «Metta pure nome, cognome e anche la foto. E.P. sono io e a Livorno mi conoscono tutti: fino a 4 mesi fa, prima di trasferirmi in Sardegna, ho lavorato in ambito portuale con la mia società, la Caponord Interventi Marittimi con sede in via Busoni, che è tuttora attiva e fa recupero e interventi subacquei».
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L’accusano di aver truffato almeno 12 persone...
«Ho letto, ma io non so niente, le indagini sono in corso e il mio avvocato Fabio Cannas non ha visto ancora gli atti».
Ha colpito molto la storia della falsa iniziativa a favore di ragazzi disabili...
«L’iniziativa sarebbe partita questa settimana con gruppi di ragazzi disagiati o disabili. Era una sorta di colonia estiva in cui far socializzare i ragazzi attraverso la vela. Non è potuta partire perché i Comuni dopo la conferenza stampa dei carabinieri si sono ritirati. C’erano stati ritardi con sponsor che avevano garantito di sostenerla. Aggiungo che non è mai stato chiesto un soldo pubblico, sul conto dell’associazione Nuraghes che io rappresento sono girati 2500 euro da quando è stata aperta. Avevo affidato il progetto a una psicologa e ad un pedagogista, io mai sono andato in divisa nei municipi o da politici e amministratori».
E le divise con i gradi da capitano di fregata che le hanno trovato in casa?
«Le ho comprate. Preciso che non erano della Marina Militare: non ho più rimesso le stellette da quando ho finito la leva in capitaneria a Livorno».
Erano della Marina Mercantile: perché la indossava in giro?
«Mi garbava andare in giro vestito così...».
Le piaceva anche presentarsi come il Comandante Pedani...
«Sì che mi piaceva. Ma va chiarita una cosa: il comandante non è un grado, io non ho mai detto di essere capitano. Il comandante è chi comanda qualcosa, se hai una barca e la porti, sei il comandante. Tutti fraintendono».
Beh, lei diceva di avere anche un aliscafo...
«Non l’ho mai detto: ho presentato a un Comune turistico un progetto pilota per un collegamento marittimo tra Cagliari e Villa Simius. Non chiedendo un soldo, solo l’accosto per lo sbarco dei passeggeri. L’imbarcazione sarebbe stata presa a noleggio».
E l’amicizia con Vincenzo Onorato, il patron di Moby? Millantava o è vera?
«Non lo conosco neanche, ma ho avuto rapporti col suo ufficio stampa».
L’accusano di aver lasciato anche parecchi conti non pagati in vari ristoranti.
«Macché, ho una busta piena di scontrini. La mostrerò al magistrato...».
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