Italia
Un quartiere ad alta tensione tra droga, furti e schiamazzi
Coloro che abitano in zona denunciano una situazione in cui spaccio e intrusioni sono all’ordine del giorno «Paura a uscire di sera»
Livorno
I palazzi sono alti, con le pareti sporche e rovinate dal tempo. Dalle finestre fanno capolino i vestiti stesi di intere famiglie. In via Ademollo il confine di demarcazione tra i palazzoni pieni zeppi di alloggi popolari e le villette residenziali è tutt’altro che ideale. Una strada separa due mondi. Come se fosse una soglia. Di qua le case Erp, di là gli immobili di proprietà. Il colpo d’occhio è evidente.
Gli abitanti del quartiere parlano malvolentieri. C’è chi cammina dritto, sguardo conficcato a terra, e a esprimersi non ci pensa nemmeno, chi non vorrebbe dire niente ma poi decide di prendere parola e, a quel punto, esprime tutta la sua rabbia.
«Qualche anno fa non era così - dice una residente - Adesso, di sera, ho paura a uscire da sola. Spacciano a cielo aperto e tutti sanno in quali punti».
La donna fa riferimento ad alcuni cortili, poi indica un paio di panchine. Una di esse è occupata da un uomo. Birra in mano e piedi scalzi. «Adesso non c’è nessuno, ma di sera la zona si trasforma». Il palazzo dove viveva Giada Bartolini è un edificio come un altro, perso nel monotono mosaico delle facciate Erp che si snodano tra strade e vicoli. Fabrizio è uno degli inquilini del civico 8. «Di notte c’è gente che scavalca il cancello del giardino - racconta - ed entra, attraverso il cortile interno, nell’androne del palazzo. Poi spaccia sulle scale».
Un rito, questo, che sostiene si sia ripetuto spesso. Tanto che la porta del cortile interno ora viene sigillata con un lucchetto. «Queste cose accadono - racconta un altro condomino - Fino a ora ci siamo lamentati, abbiamo sopportato e siamo andati avanti così». —
C.G.
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