Il Tirreno

Livorno

SOSTE BLU»LA PROTESTA

di Juna Goti
SOSTE BLU»LA PROTESTA

LIVORNO. «È l’ora di finirla. Mia figlia paga la lettera e non sa più dove mettere la macchina. Non c’è più posto nemmeno per i motorini. E i banchi di piazza Cavallotti devono poter lavorare. Ma lo...

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LIVORNO. «È l’ora di finirla. Mia figlia paga la lettera e non sa più dove mettere la macchina. Non c’è più posto nemmeno per i motorini. E i banchi di piazza Cavallotti devono poter lavorare. Ma lo capiscono in Comune?». Scatta l’applauso in via della Coroncina quando Piera Vastano, occhiali sul naso e buste della spesa, si accoda al tour organizzato da residenti e commercianti tra i nuovi stalli blu del centro e dice con colore la sua. Sono quasi 400 le firme che sono state raccolte con le due petizioni che, come ha scritto domenica Il Tirreno, sono state lanciate nelle zone a lettera C e D. L’area dei mercati, il cuore del Pentagono. Ieri quelle firme sono state depositate in Comune da Barbara La Comba e Fabrizio Fanfano. Accompagnate da un protesta-tour nelle vie del centro: da via del Giglio a via dei Fanciulli, passando per via dei Cavalieri, della Coroncina e via di Franco.



«Non troviamo più posto»

Prima ancora di essere completati e di entrare in funzione, i nuovi stalli blu sono riusciti nell’impresa di scontentare tutti, residenti e commercianti: i residenti che ripetono che con la nuova geografia delle soste «gli spazi auto, già insufficienti, sono stati praticamente dimezzati», e i commercianti perché in quella che è rimasta una Ztl «da molte strade hanno tolto i posti per gli scooter, e ora i clienti come vengono?».



«Persi troppi posti»

«L’assessore Vece – racconta La Comba, residente e promotrice del Ccn – ci aveva detto che il nuovo piano della sosta sarebbe stato un semplice cambio di colore delle soste, invece i posti sono stati dimezzati: visto che parla di ragioni di sicurezza e di prescrizioni del vigili del fuoco, chiediamo di vederle».

Luca Fornaciari racconta che, stando a quanto risulta ai residenti, nelle zone C e D, tra auto e scooter, i posti potrebbero passare da 4.900 a circa 2.900. In via dei Cavalieri fa notare che «solo sul lato destro, con le soste a spina, ci stavano 15-17 macchine, ora se ce ne stanno 9 è oro che cola». «I residenti – ripete – hanno grandissima difficoltà a trovare parcheggio anche perché in alcuni punti sono state ricavate aree di manovra che non si capisce bene a cosa servano». «Visto che qui ad esempio i mezzi di soccorso escono da via del Giglio», gli fa eco La Comba. «In più – riprende Fornaciari – ora che è tutto blu, i non residenti rischiano di confondersi e di parcheggiare nella Ztl, ma così rischiano multe molto più salate di un semplice divieto di sosta». «Chiediamo – conclude – che venga rivisto il piano che ha portato a questa devastazione».

La pensa così anche Luisa Rocchi: «Ho la lettera che ci inviò il sindaco quando il Comune chiese ai residenti di pagare il contrassegno. Ci avevano promesso che ci avrebbero facilitato la vita, invece non troviamo più posto. Cosa dobbiamo fare? Ieri ho parcheggiato in via del Fante, dove ci sono i vecchi stalli blu a pagamento per tutti, e stamani sono scena alle 7 per spostare l’auto». Fulvio Citi sta camminando in via Santa Fortunata: «Hanno fatto un macello. Dovevano almeno fare una riunione, incontrarci. Hanno tolto i posti a lisca anche dove c’è il senso unico e non c’era bisogno di spazio. Almeno nelle strade così rimettano la lisca. Poi non ho capito...noi dobbiamo pagare?». Domanda che la dice lunga sulla confusione che regna. La risposta è no: i residenti con la lettera non pagano. La Ztl rimane: gli stalli blu sono per le categorie che possono entrare.

La protesta

«Lo scriva, lo scriva pure: sono una cittadina incazz...», si arrabbia sotto al municipio Elisabetta Ceccopieri: «Ho quattro nipoti, ora anche per andare al mare ai Nettuno dovrò pagare il parcheggio. E nel frattempo ho dovuto smettere di andare in un centro in via dell’Artigianato, perché da una certa ora in poi hanno tolto i bus». Accanto c’è Bruno Capolupo, che guardando verso il palazzo, accompagna le parole gesticolando con le mani: «Se ne vadano, se ne devono andare».



«Ridateci gli scooter, hanno tolto anche la fermata del bus»

I commercianti puntano il dito contro gli spazi per gli scooter, soprattutto per i clienti, ma anche per i lavoratori. «Ne hanno tolti tantissimi, guardate via della Coroncina, dove hanno messo anche un divieto di sosta», si arrabbia Sheila Tofani: «Se ci levano anche la gente che viene con lo scooter chiudiamo. Ora che bus costerà anche di più... e hanno tolto una fermata a Largo Duomo». «Torni tutto com’era prima, magari per gli scooter», allarga le braccia da dietro uno dei banchi di verdura David Franceschi.



«Io non vorrei la Ztl»

Lo dice anche Mauro Betti, del negozio di dolciumi di via Santa Fortunata, che aggiunge una richiesta che non piacerebbe ai residenti: «È vero che la nostra è una Ztl, ma le telecamere non ci sono e prima il parcheggio era tollerato. Io, ora che è tutto blu, chiedo di togliere la Ztl».

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