Il presidio
Patto sulla casa con Imu dimezzata
L’intesa prevede uno sconto fiscale a chi affitta a canone concordato
LIVORNO. Le associazioni dei proprietari e i sindacati degli inquilini firmano in Comune il nuovo accordo triennale per gli affitti a canone concordato, che blocca le attuali fasce di oscillazione e introduce una nuova classificazione degli alloggi in base alle zone della città, alla superficie e allo stato di manutenzione.
Il documento arriva a sette anni dal precedente protocollo e dopo quasi tre anni di lavori tra le parti, e nelle intenzioni dei proponenti servirà a rimettere sul mercato molti appartamenti sfitti, per dare una mano a chi è in difficoltà ma “non abbastanza” per avere diritto all’edilizia popolare, e per trasformare gli sfratti per finita locazione o morosità incolpevole in nuovi contratti.
«Chi dà la casa a canone concordato ci guadagna di più, e chi la prende in affitto risparmia» riassume Paolo Gangemi (Unione Inquilini). A conti fatti cioè i proprietari si vedranno sostanzialmente dimezzare l’Imu grazie alla cedolare secca al 10% (anziché al 21%), mentre gli inquilini pagheranno circa il 30-35% in meno (prendendo ad esempio un’abitazione di tipo B, a metà fra la villetta di lusso e la casa popolare).
L’altra novità riguarda la divisione del territorio comunale in cinque zone più una: Pregio, Centro, Semicentrale Sud, Semicentrale Nordest e Periferia, alle quali si aggiunge la zona Gorgona. La nuova mappa, disponibile sul sito del Comune, permetterà di ricavare i valori minimo e massimo dell’affitto semplicemente incrociando la tipologia dell’immobile con la sua posizione precisa al numero civico. Fissati gli estremi il valore finale potrà oscillare a seconda dei criteri indicati, con particolare attenzione all’efficentamento energetico. Tutti soddisfatti i sottoscrittori Sirio Grassi (Asppi), Valentina Gonfiotti (Confedilizia), Paolo Morini (Uppi), Edda Burgo (ANIA), Geremia Merlone (Sicet), Giancarlo Braccini (Sunia), Roberto Vivaldi (Uniat) e lo stesso Gangemi, pur con due preoccupazioni: il mantenimento della detassazione e l’introduzione della Tassa Piatta.
Se il neo assessore alle politiche della casa Leonardo Apolloni nulla può sulle decisioni del Governo, sulle intenzioni del Comune garantisce: «Prendo atto con gioia del raggiungimento di questa firma per il canone concordato, strumento che potrà essere uno degli elementi della nuova strategia comunale per affrontare la problematica casa». E poi conclude: «Stiamo incrociando i dati di Casalp e ufficio Casa per conoscere i numeri reali degli alloggi sfitti, a settembre presenteremo il report».
Matteo Scardigli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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