Il presidio
Giungla al cimitero della Misericordia: spariscono le croci
Livorno, crolli, erba alta e sepolture interdette: doppia denuncia. «Andare a trovare i nostri cari è diventato un problema»
LIVORNO. Erba alta che “nasconde” le tombe a terra, pericoli di crolli (con tanto di cartelli) e fascette che vietano l’accesso a tante sepolture, fili della luce staccati, rubinetti della fontana dell’acqua rotti. «Ci sono defunti di serie A e di serie B? Perché questo cimitero, nella sua parte vecchia, nonostante le promesse risulta essere sempre in stato di degrado e sempre peggio?». Sono domande a cui Federica Frangioni non riesce a darsi una risposta. Frequenta spesso il camposanto della Misericordia. Va a trovare la madre morta 8 anni fa. Lei, come tanti, non riesce a darsi pace davanti ad una struttura “monumentale” - come si legge sui cartelli che ne raccontano la storicità- ridotta in tali condizioni. Frangioni scrive al Tirreno, scrive. Manda foto. E denuncia al giornale della città la situazione. «L’erba alta regna sovrana - si sfoga - le porte crollano, ci sono tanti luoghi inaccessibili perché a rischio crollo: andare a trovare i nostri cari diventa un problema». E ancora: «Ho trovato fili della luce staccati, rubinetti della fontana dell’acqua rotti - e aggiunge - Ho chiamato un idraulico per farla sistemare a mie spese».
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Basta dare un occhio alle foto: anche Maria Sinatti è rimasta choccata dopo l’ultima sua visita al cimitero dove, tra gli altri, sono sepolti il grande maestro Pietro Mascagni e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il 2 giugno è andata: l’amarezza è così tanta che scatta foto e si sfoga.
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«Erba alta nei cosiddetti “campi” per cui l’accesso alle tombe è difficoltoso: dopo l’alluvione del settembre scorso estese zone del cimitero sono ancora recintate per motivi di sicurezza per cui viene impedito l’accesso alle tombe di familiari ed amici lì sepolti». Reclama, come Federica Frangioni, il diritto che tutti dovrebbero avere verso il culto dei morti. Più volte Il Tirreno nel corso dei mesi ha dato voce alle tante denunce arrivate contro il degrado che regna in quello che è il cimitero più antico della città. «Vedo che anche dopo la morte il mondo fa schifo - scrive, ancora - vorrei sapere dal direttore del cimitero la ragione di queste condizioni: mi auguro che possa tornare a splendere il riposo dei nostri cari».
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