Il bilancio dei carabinieri con più arresti e denunce
La Festa dell’Arma, da 204 anni vicina alla gente: ecco l’attività di un anno La cerimonia alla caserma dei carabinieri Amico con le autorità civili e militari
LIVORNO. È la festa dei carabinieri, è la festa dei 204 anni di storia della “Benemerita”. Due secoli di cammino che si intrecciano indissolubilmente con la storia del nostro Paese, non sono bazzecole. Come si capisce bene dalle parole del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ieri sono risuonate nel piazzale della caserma Amico di Livorno. Mattarella ha espresso infatti la «perenne riconoscenza di tutto il popolo italiano», perché l’Arma «costituisce presidio fondamentale e immutabile dei valori di libertà, democrazia e legalità».
A partire dal radicamento sul territorio, stazione dopo stazione: sono 27 quelle su cui è articolato il comando del colonnello Alessandro Magro che ieri era affiancato dal generale Antonio Jannece, comandante della Seconda brigata mobile. Ecco che davanti ai reparti schierati nel piazzale, un plotone del Tuscania, uno della Seconda brigata e due dell’Arma, c’erano tutti i rappresentanti delle istituzioni civili e militari: dalla prefetta Anna Maria Manzone, al questore Orazio D’Anna, insieme al procuratore capo Ettore Squillace Greco, il sindaco Filippo Nogarin il presidente della Provincia Alessandro Franchi e il vescovo Simone Giusti. A fianco a loro il comandante della guardia di finanza Paolo Borrelli quello dell’Accademia Pierpaolo Ribuffo, della capitaneria Giuseppe Tarzia e della polizia municipale Riccardo Pucciarelli.
Una celebrazione accompagnata dalla fanfara dell’Accademia Navale, valore aggiunto ormai in ogni iniziativa solenne. Dopo l’inno nazionale e la deposizione di una corona al monumento in onore ai militari caduti con recita della preghiera del carabiniere, ha preso la parola Magro, sintetizzando l’attività di un anno, prima di passare la parola a Janece e concludere con la consegna delle onorificenze a chi si è distinto in servizio. Una meticolosa attività al servizio dei cittadini per “un’offerta di sicurezza” che copre una domanda vastissima, come dimostrano le 250 mila telefonate al 112 e gli 8.300 interventi risolutivi.
Nel 2017 sono state arrestate 353 persone, (il 20% in più rispetto all’anno precedente), e ne ha denunciate 2091, pari al 4% in più del 2016. Anche nel mini-bilancio del primo quadrimestre del 2018 la fiducia dei cittadini è inossidabile visto che l’Arma ha proceduto per oltre il 75% dei delitti perseguiti sull’intera provincia. Nel quadro poi del noioso spettacolo dell’eterno peccato, per dirla alla Baudelaire, intendendo che alla fine i delitti commessi dall’uomo sono sempre gli stessi, i carabinieri si sono concentrati anche su quelli più odiosi come il contrasto delle truffe alle persone anziane.
Nel 2017, poi a fronte di un incremento del 9% dei reati denunciati hanno scoperto in più, rispetto all’anno precedente, il 33% delle rapine ed il 27% dei furti. Analogo trend è stato registrato nei primi quattro mesi del 2018, i furti scoperti dai Carabinieri sono stati quasi 1 punto percentuale in più, mentre le rapine scoperte sono state incrementate del 6,5%.Oltre 20 mila le pattuglie (con circa 45mila militari) impegnate nell’attività di prevenzione e di controllo del territorio e della circolazione stradale: 69.300 i mezzi controllati e 90 mila le persone identificate.
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