Il Tirreno

Livorno

Funzionario arrestato dopo la denuncia del sindaco: «Stefanini subito sospeso»

di Gianni Tacchi
Funzionario arrestato dopo la denuncia del sindaco: «Stefanini subito sospeso»

È stata una segnalazione di Nogarin prima dell’alluvione ad aprire l’inchiesta Il funzionario è ai domiciliari, non si escludono altri coinvolgimenti per il peculato

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LIVORNO. «Lì dentro c’è qualcosa di strano, mi hanno raccontato diverse cose che non mi convincono...». Era la mattina del 9 settembre dello scorso anno - sì, neanche 24 ore prima della tragica alluvione - quando Filippo Nogarin si presentò negli uffici della questura per segnalare una serie di comportamenti poco chiari all’interno della Protezione civile, rivoluzionata un mese prima da lui stesso. «Sta succedendo qualcosa di anomalo», disse il sindaco di Livorno all’epoca. «Fu una segnalazione generica, fatta in base a quello che gli avevano raccontato altri dipendenti comunali», spiegano oggi dalla questura. Fatto sta che in quel momento sono partite le indagini della squadra mobile, prima attraverso alcune testimonianze e poi con una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali. Elementi probatori tali da portare il procuratore capo Ettore Squillace Greco a richiedere nei confronti del coordinatore della Protezione civile Riccardo Stefanini – livornese, 60 anni ad agosto – gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: misura cautelare accolta dal gip Antonio Del Forno.

L’accusa è quella di peculato continuato, aggravato dalla recidiva: il funzionario, secondo gli inquirenti, usava l’auto di servizio per commissioni private, riempiva le sue taniche di gasolio pagando con la carta carburante del Comune e si portava a casa il cibo destinato alle famiglie in difficoltà per calamità naturali. E per quanto riguarda quest’ultima accusa, dalla questura precisano che «durante l’alluvione del 10 settembre era in ferie, ma nei giorni successivi si è impossessato di beni destinati a fini di solidarietà».

Tutto partito dunque da quella segnalazione a inizio settembre di Nogarin, che ieri ha comunicato la sospensione di Stefanini da coordinatore della Protezione civile: per il momento è stato sostituito in modo provvisorio, ma tra oggi e domani – nella sede del Picchianti – arriverà un funzionario dall’ufficio Ambiente del Comune (secondo le ultime indiscrezioni, non dovrebbe trattarsi di un geologo). «Le accuse della Procura nei suoi confronti sono molto pesanti – le parole del sindaco – e se dovessero essere confermate, saremmo davanti a comportamenti inqualificabili. Alcuni mesi fa avevo ricevuto segnalazioni su qualcosa di poco trasparente all’interno della Protezione civile, trasmettendo tutto alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per le indagini. Stefanini è stato momentaneamente sospeso dall’incarico: si tratta di un tecnico esperto e capace, pertanto la nostra priorità è quella di sostituirlo subito per garantire il perfetto funzionamento della Protezione civile, indispensabile per la sicurezza dei cittadini».

Ieri mattina, al momento dell’arresto, sono stati perquisiti sia gli uffici della Protezione civile sia l’appartamento di Stefanini, anche perché l’inchiesta non si ferma qui e non si escludono altri ed eventuali coinvolgimenti. «Questa è la prima fase delle indagini, adesso gli inquirenti sono al lavoro per capire quali scenari si possono ancora aprire», tagliano corto dalla questura. «Per il momento non ci sono altri indagati e Stefanini è accusato solo di peculato continuato - chiude Salvatore Blasco, dirigente della squadra mobile - ma sicuramente sentiremo altre persone per fare ulteriori approfondimenti». Insomma, la Protezione civile resta nel mirino degli inquirenti.

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