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Livorno

ricorso respinto 

Caos in Cecina-Pls confermato il Daspo per la bottigliata

LIVORNO. Metà novembre, il Cecina ospita la Pro Livorno Sorgenti per il campionato di calcio di Promozione. La partita finisce in tafferugli e nel post gara una bottiglia d’acqua, piena e chiusa,...

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LIVORNO. Metà novembre, il Cecina ospita la Pro Livorno Sorgenti per il campionato di calcio di Promozione. La partita finisce in tafferugli e nel post gara una bottiglia d’acqua, piena e chiusa, viene lanciata dal campo e colpisce una bambina di 4 anni seduta in tribuna, figlia di un giocatore della Pls. A lanciarla e a scatenare la rissa, secondo il verbale della questura di Livorno ribadito ora dal Tar, è stato Simone Rossetti, 28 anni, attaccante rossoblù nato a Venturina.

Dalla stessa questura, pochi giorni dopo, arriva il Daspo di 3 anni nei confronti della punta, che non perde tempo a impugnare il provvedimento: il tribunale però lo ha confermato in pieno, non solo nelle motivazioni ma anche per la durata. Questo perché «l’aggressione ai tifosi avversari è pericolosa se compiuta da spettatori, ma è ancor più in grado di compromettere l’ordine pubblico se posta in essere da un giocatore», come si legge nel dispositivo.

Il divieto di avvicinarsi a ogni impianto sportivo resta quindi in piedi per Rossetti. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo, respingendo in ogni suo punto il ricorso presentato dai difensori del giocatore del Cecina. Rossetti è stato condanndato anche al pagamento di 2mila euro di spese processuali.

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