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«Non ripetiamo l’errore compiuto con i Macelli»
LIVORNO. L'associazione culturale "Per la Rinascita di Livorno", presieduta da Fabio Canaccini, tiene alta la guardia sul trasferimento del Rivellino e chiama a raccolta i cittadini interessati al...
LIVORNO. L'associazione culturale "Per la Rinascita di Livorno", presieduta da Fabio Canaccini, tiene alta la guardia sul trasferimento del Rivellino e chiama a raccolta i cittadini interessati al futuro recupero dell’area con una iniziativa nella cantina della Coppa Barontini coordinato dall'avvocato Ruggero Morelli: l'obiettivo è raccogliere i contributi in un documento utile da porre all'attenzione degli enti locali e regionali in occasione di un prossimo incontro a tema presso il Tirreno. «Ci rivediamo tra un anno per fare il punto» concludeva lo scorso novembre il direttore Luigi Vicinanza, rivolgendosi ai portatori di interesse riuniti nel salone del giornale per un confronto sul futuro dell'area dove oggi sorge il depuratore. «Di anni ce ne vogliono cinque, secondo gli esperti, per delocalizzare l'impianto e bonificare» ricorda il vicepresidente dell'associazione Massimiliano Talini, che ammonisce: «Usiamoli per riflettere, a prescindere da chi governerà la città, e non ripetere l'errore fatto con l'abbandono dei Pubblici Macelli». Storia, cultura, turismo e servizi, l'idea dell'associazione è quella di realizzare nella zona liberata una "vetrina di Livorno" a cavallo tra il Porto e La Venezia, fra innovazione e tradizione, rivolta ai turisti tanto quanto agli stessi Livornesi. Di precedenti illustri e suggestivi all'estero ce ne sono tanti, come aveva avuto modo di illustrare l'architetto Patrick Genard durante l'ultimo evento in Cna di metà aprile, in grado di promuovere la valenza ambientale ed economica di un lotto di terreno di 75 mila metri quadri, grande come 13 campi da calcio. Purché si proceda con metodo: «L'ex Rivellino si valorizza con un progetto armonico, non con le "fughe in avanti"» avverte ancora Talini, che avvalendosi dell'esperienza maturata dai suoi esperti (molti dei membri dell'associazione sono ex dirigenti comunali) apre alla possibilità di accedere a fondi europei e ai finanziamenti dei privati.
Alla Cna parlarono gli architetti e i professori, offrendo spunti di riflessione che dal Rivellino si estendevano ad una parte ben più ampia della città. Nella cantina della coppa Barontini il messaggio è arrivato forte e chiaro, come conferma Talini: «In città ci sono molte cose da fare, come nella zona di villa Corridi o all'ex Caprilli. Ma per iniziare a ragionare serve conoscere le destinazioni d'uso».
Matteo Scardigli
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