Il presidio
Sos sicurezza 4.0 (a 10 anni dal Testo unico)
L’assessora Martini al fianco di Anmil: troppi morti sul lavoro in Toscana fra porti e cave
LIVORNO. «A Livorno e nel resto della Toscana è allarme sicurezza sul lavoro, tra porti e cave troppi incidenti in pochi anni». Così l’assessora Francesca Martini e Anmil Livorno chiamano a raccolta enti e istituzioni del territorio per un evento dal titolo “Sicurezza 4. 0 a 10 anni dal Testo Unico sulla sicurezza” , in programma per domani alle 9,30 presso il Cisternino di Città.
In città è ancora vivo il ricordo di Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola, i due operai scomparsi ad aprile nell’esplosione della cisterna, ed è di questi giorni la notizia di un operaio folgorato in provincia di Arezzo. «C’è necessità di aggiornare il Testo integrando le nuove tecnologie. L’industria 4.0 è sempre più smart, la riduzione del rischio deve andare di pari passo» prosegue Martini, che alla giornata di domani vorrebbe anche le piccole imprese: «L’Inail mette a disposizione fondi per la prevenzione, ma in molti non sanno o non riescono ad accedervi».
Un prezioso aiuto in questo senso lo darà Stefano Di Bartolomeo, presidente di Anmil Livorno: «Si deve parlare di sicurezza anche lontano dall’emergenza, ecco perché è importante tornare nei luoghi della tragedia per mantenere viva l’attenzione». Oltre a Martini e Di Bartolomeo interverranno anche il consigliere provinciale Jari De Filicaia e rappresentanti della Regione. E l’auspicio dell’assessora è che il messaggio possa raggiungere anche il nascente governo gialloverde di Roma: «Sul territorio ci vuole più attenzione, ma servono finanziamenti per potenziare la ricerca sulla sicurezza».
Nell’occasione verrà riproposto il docu-film “Qualcosa cambierà” , realizzato e presentato personalmente dal presidente della fondazione “Anmil – Sosteniamoli Subito” Bruno Galvani, che torna a Livorno dopo la tappa 2016 del suo tour per la sicurezza che in 51 giorni toccò 47 città. «Bisogna tendere al rischio zero anche se è un obiettivo irraggiungibile, ma è già possibile fermare le morti sul lavoro e le malattie professionali» conclude Di Bartolomeo. «Gli studenti sono gli ascoltatori più attenti di fronte alla testimonianza di chi porta su di sé i segni della perdita e del dolore».
Matteo Scardigli
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