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Violenza sulle donne: contro gli stalker ecco le cavigliere, ma non c’è la legge - Video
Fastweb presenta il dispositivo, ne può gestire 36mila: «Così in Spagna hanno ridotto i femminicidi del 33%»
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ROMA. I braccialetti - anzi le cavigliere - ora ci sono. Nere, con chiusura grigia tendente all’azzurro polvere. Ora, però, serve una legge che li renda davvero utilizzabili per gli stalker. Fastweb da agosto si impegna ad attivare mille braccialetti elettronici, anche per controllare gli uomini che odiano (e perseguitano) le donne. Ora tocca al parlamento - se vuole anche il governo - approvare una legge per consentirlo. Non è più una questione di numeri, di mancanza di dispositivi: la scusa dietro la quale si è trincerato per anni il ministero dell’Interno. Ora è solo una questione di volontà politica di risolvere il problema della violenza contro le donne. Il Tirreno lo denuncia da marzo 2017. Il capo della polizia, Franco Gabrielli, lo ha ripetuto anche mercoledì, alla vigilia della presentazione ufficiale dei braccialetti elettronici anti-stalker che Fastweb, fornitore ufficiale del ministero dell’Interno, presenta a Roma, al Salone della Giustizia: i braccialetti ci sono, ma le leggi sono rimaste quelle vecchie. E non consentono di usare le cavigliere per monitorare gli stalker.
Eppure le cifre fanno sperare in un miglioramento delle misure cautelari, delle misure di protezione e prevenzione della violenza, al centro della campagna del Tirreno da un anno. Le snocciola con sicurezza il manager di Fastweb Massimo Mancini: la società è in grado di gestire almeno 36mila “dispositivi” elettronici l’anno e di attivarne almeno 1000 al mese “ma anche di più se necessario”. Di quale tipologia - se con il gps o meno, per il controllo a distanza di indagati/imputati sottoposti a misure cautelari o se per gli arresti domiciliari - lo deve decidere il giudice. Insomma, la magistratura dispone e Fastweb esegue. Con un vantaggio rispetto alla situazione attuale: appena 2mila braccialetti disponibili, 15 (sperimentali) per il controllo degli stalker: uno solo attivato per un mese in Veneto a inizio 2017. Di colpo, si passa a 36mila all’anno, 1000 al mese. Una crescita esponenziale.
Eppure per le donne la situazione della sicurezza rischia di non cambiare, malgrado la tecnologia israeliana utilizzata per il braccialetto. Le normative italiane sono una contraddizione in termini: il braccialetto anti-stalker si può usare solo se il violento convive con la donna maltrattata e non se è sottoposto a divieto di avvicinamento. Quindi, sono di fatto esclusi in un colpo solo i non conviventi e tutti gli ex e cioè la maggior parte dei persecutori seriali. Ma il dato peggiore è che il braccialetto elettronico, per la legge italiana, non si può richiedere a chi è accusato di stalking e neppure di lesioni gravi o di tentato omicidio. I magistrati hanno quasi le mani legati: li possono concedere solo ai violenti accusati dei reati “sentinella” della violenza, dalle minacce agli schiaffi, alle lesioni non gravi. In realtà - e questa è una buona consolazione - si possono utilizzare anche per sorvegliare i pedofili che vengano allontanati dalla casa familiare perché accusati di reati vari su minori. E ai violenti allontanati per stupro.
È già un inizio importante, non c’è dubbio. Ma è, appunto, un inizio. Che non risolve la questione della protezione delle donne vittime di violenza. Tuttavia - ricorda Mancini - Fastweb fornisce allo Stato italiano un dispositivo idoneo alla vigilanza degli stalker (se mai potranno essere vigilati a distanza elettronicamente, ndr): infatti alla cavigliera impermeabile dello o della stalker si associa un dispositivo «simile a uno smartphone in dotazione alla vittima degli atti persecutori. Come lo stalker si avvicina al di sotto della distanza di sicurezza stabilita con provvedimento del giudice, il dispositivo lancia un allarme: lo invia alla centrale gestita da Fastweb e alle forze dell’ordine, oltre che alla donna minacciata».
A quel punto scatta una procedura di allerta, prima che di allarme vero e proprio: entro due minuti Fastweb e le forze dell’ordine hanno «l’obbligo di verificare che la violazione della distanza di sicurezza non sia avvenuta inavvertitamente - precisa Mancini - in modo casuale. Può essere, ad esempio, che due persone o due auto si incrocino anche all’insaputa. Come l’allarme suona scattano le verifiche: lo stalker viene contattato immediatamente e gli si chiede conto della sua posizione, del suo percorso. Se rientra l’allerta, bene. Altrimenti intervengono le forze dell’ordine». Questo sempre che cambi la legge entro agosto, quando i dispositivi saranno disponibili. Altrimenti l’utilizzo per tutelare le donne sarà limitato. «Nonostante - conclude Mancini - in stati come la Spagna che li hanno sperimentati prima di noi, i braccialetti anti-stalker abbiano ridotto i femminicidi del 33%».
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