Il presidio
«Ciclabile inutile e strada stretta»
I residenti di Colline criticano la viabilità di via di Salviano e chiedono interventi alle fermate dei bus
LIVORNO. «La mattina quando c’è l’ingresso delle scuole e poi all’uscita, oppure quando c’è il mezzo dell’Aamps a ritirare i rifiuti si forma una lunga fila e non riescono a passare neppure le ambulanze». Denunciano in coro una mancanza di sicurezza stradale i residenti di Colline. Loro, come tanti negozianti del rione presenti al Caffe Tirreno, puntano il dito contro quei pochi metri di pista ciclabile lungo via di Salviano.
«È una ciclabile inutile, a senso unico, non è collegata a niente: è servita solo a rovinare la viabilità del quartiere, a togliere spazio in strada e a metterne a rischio la sicurezza nel caso di una emergenza», sostiene Maurizio Mecacci, residente nel quartiere dal 1979.
Da più parti si ricorda la presenza di tre scuole tra via di Salviano e viale del Risorgimento. Si mette in evidenza che il via vai di auto è costante in quel quartiere commercialmente vivo dove a fare shopping arrivano clienti da ogni parte della città.
Come Il Tirreno ha raccontato ieri, molti dei commercianti di via di Salviano e piazza Damiano Chiesa intervenuti al Caffè di martedì, a qualche mese di distanza dall’entrata in vigore dei nuovi parcheggi blu (realizzati su entrambi i lati di via di Salviano) si sono detti soddisfatti. I residenti puntano invece il dito contro la viabilità, soprattutto per il restringimento della carreggiata con la realizzazione della pista ciclabile.
«Ma come fanno i nostri amministratori a non rendersi conto della grave situazione che hanno creato? Con le auto in fila non passa neppure un motorino, non c’è spazio, figurarsi i mezzi di soccorso o di emergenza», continua Roberto Berni. Anche Tommaso Spinosa da vent’anni abitante di Colline, si lamenta del traffico che si crea sotto casa sua: «Quella inutile pista ciclabile ha tolto spazio alla carreggiata e troppo spesso si forma la fila lungo tutta la via fino a piazza Damiano Chiesa. Oltre al disagio sarà aumentato l’inquinamento».
Di disagi parla anche il commerciante Massimo Lunghi della storica gioielleria: «Macchine in fila, mezzi di soccorso che non passano e un inquinamento da polveri fini sicuramente lievitato: questa è la situazione».
Sulla questione strisce blu, a differenza dei negozianti, chi abita nel rione dice di essere stato penalizzato. «Spesso facciamo anche tre giri del quartiere prima di riuscire a trovare un posto non a pagamento per e andare a casa», chiosa Spinosa. «In questo modo i posti auto per residenti sono diminuiti a fronte di un quartiere molto popoloso», sostiene Valentino Balest. Fabrizio Colangelo, invece, chiede che le strisce bianche che delimitano i posti auto non a pagamento in via Badaloni siano ripristinate. «Soprattutto dalla parte dell’ospedale non si vedono più e la gente posteggia dove vuole».
Bruno Garzelli e Moreno Monti segnalano una situazione che ha dell’assurdo: in piazza Damiano Chiesa c’è la vecchia fermata del bus, oggi inutilizzata, con tanto di panchina e pensilina. «Quella nuova è in via Don Bosco senza una seduta, né una tettoia, molto disagevole per chi si ritrova ad aspettare il bus».
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