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«Così non si respira e parcheggiare ora è impossibile»
Borgo, Raspanti (residente e consigliere) fotografa la situazione dopo la rivoluzione di viabilità e stalli: maxi-code e meno posti
LIVORNO. «Effetti della nuova mobilità in Borgo Cappuccini. Areare il locale prima di soggiornarvi». L’ironia accompagna la polemica nelle parole del consigliere comunale di Futuro, Andrea Raspanti, che è anche residente dell’area del centro che nelle ultime settimane è stata oggetto di una doppia rivoluzione: quella delle soste bianche trasformate in soste blu e quella della mobilità, con Borgo Cappuccini diventato a doppio senso di marcia nel tratto compreso tra corso Mazzini e via del Bosco.
All’indomani dell’entrata in vigore della nuova viabilità, residenti e commercianti dell’altro lato di Borgo hanno segnalato un appesantimento del traffico, conseguenza della nuova sincronizzazione del semaforo che si trova all’incrocio tra corso Mazzini e Borgo Cappuccini. «Il rosso dura una vita, il verde solo pochi secondi – racconta anche Raspanti – e per tutta la mattina, soprattutto negli orari di entrata e di uscita dalle scuole, si forma una fila costante di 500 metri». E la via diventa un tripudio di tubi di scappamento e clacson.
«Si aggiungono – ripete – i giri in auto di chi cerca un posto per parcheggiare». Perché con la nuova mappa delle soste, ridisegnate con il passaggio da bianche a blu, il numero di spazi a disposizione per le auto è diminuito. Ce ne sono «almeno 200 in meno», secondo il comitato dei residenti che nei gironi scorsi ha partecipato al Caffè Tirreno.
«In un quartiere dove già non si trovava posto per l'auto, ma si paga la lettera – scrive anche Raspanti – sono state dimezzate da un giorno all'altro le aree autorizzate al parcheggio e si è resa possibile la sosta a chiunque sia disposto a pagare e soprattutto agli inquinantissimi scooter, che possono sostare anche gratis. Di rastrelliere per le biciclette neanche l'ombra. Questo vuol dire non avere idea della città che si deve amministrare. Oppure fregarsene». «L'unico obiettivo di questo intervento – attacca – è fare cassa. E questa ne è la prova plastica per chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale. Io sono per una città più vivibile per tutti. Non solo per chi può permettersi il posto auto privato o per chi vive nei quartieri residenziali lontani dal centro. E vedremo se avere auto per strada che girano per decine di minuti in cerca di un posto ridurrà le emissioni inquinanti».
(j.g.)
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