Il Tirreno

Livorno

Scopaia, case consegnate 8 anni fa ma il parcheggio è ancora chiuso

di Juna Goti
Scopaia, case consegnate 8 anni fa ma il parcheggio è ancora chiuso

Livorno, la storia incredibile (e infinita) di uno dei blocchi popolari del quartiere. I residenti: «Posti mai assegnati, basta». Il Comune spiega i motivi

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LIVORNO. Quando i residenti la raccontano, guardando verso il cancello chiuso, sembra quasi la novella dello stento. Quella che dura da tanto, troppo tempo. Almeno otto anni, per essere precisi. Da quando, nel 2010, sono state inaugurate le nuove case popolari di via Ungheria, alla Scopaia, tra i civici 22 e 34. Gli appartamenti, gestiti da Casalp, sono stati assegnati, ma il maxi parcheggio da oltre cinquanta posti che si trova sotto al blocco popolare ancora no. Basta passare da via Ungheria per vedere che è sempre chiuso e vuoto. È rimasto nelle mani del Comune e a distanza di quasi dieci anni dalla consegna delle case si scopre che non è ancora a posto con le certificazioni.

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Si scopre oggi, dopo che gli stessi residenti (più di 50 famiglie) hanno alzato la voce per chiedere spiegazioni. Tra questi Domenico Magliocca e Maurizio Strazzullo. Mostrano il parcheggio chiuso: «Nel 2010 sono state assegnate le case nuove, ma i posti auto no, mai», ripetono. All’inizio il grande seminterrato, dove non possono scendere gli ascensori, è rimasto aperto, «ma non avendo mai assegnato i posti, è diventato terra di nessuno: ci sono stati problemi di sicurezza, in alcuni punti è diventato quasi una disfattura e nel 2015, dopo averlo ripulito, lo hanno chiuso definitivamente». «Da allora – si arrabbiano i due residenti – non è cambiato niente. Siamo andati a Casalp, in Comune, abbiamo chiesto più volte di assegnare i posti. Abbiamo sentito dire che ci sono stati problemi con i vigili del fuoco e con le autorizzazioni. Ma non crediamo più a niente: ci dicano chiaramente come stanno le cose, dopo otto anni chiediamo di poter usufruire di questi spazi, si toglierebbero le auto dalla strada, e poi così va tutto in rovina. Già adesso...». Già adesso si vedono tubi che perdono rattoppati dagli stessi inquilini con del nastro adesivo. Si vede il materiale lasciato in fretta e furia dalle ultime ditte che lavorato là sotto. «Quando piove si allaga tutto perché vanno pulite le grate...sentite la puzza di muffa?». E anche nel locale autoclave c’è qualcosa che non va, perché spesso è allagato, come mostrano le foto.

Contattata dal Tirreno, la presidente di Casalp, Vanessa Soriani, ha risposto che «il palazzo è stato costruito dal Comune, che a suo tempo ci ha consegnato le case, che gestiamo noi, ma non ci ha ancora messo a disposizione l’autorimessa. A quanto ci risulta non ci sono problemi di agibilità, ma di mancanza di certificazioni. Dovete chiedere al Comune». E da Palazzo Civico confermano: le certificazioni non sono a posto. A otto anni dalla consegna del palazzo. Secondo quanto riferito dagli uffici, alcuni lavori devono ancora essere completati e per risolvere la situazione vanno spesi circa 50mila euro.


 

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