Il Tirreno

Livorno

Chiude la banca a Quercianella, scatta la protesta

di Francesca Suggi
Chiude la banca a Quercianella, scatta la protesta

Livorno, lo sfogo di residenti e imprenditori: «Grave disagio per noi e un danno al turismo, lasciate almeno il bancomat»

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LIVORNO. «A Quercianella con il passare del tempo ci stanno togliendo tutto, hanno cominciato con la scuola elementare e adesso pure la banca, l’unica ad avere un bancomat: sarà un grave disagio per i tanti anziani che ci abitano e un grosso danno per il turismo». Ginevra Bastone è la presidente del centro socio culturale Stefano Faniglione. È la voce degli oltre cento soci che, come lei, protestano contro l’imminente chiusura del Banco Popolare (ex Cassa di Risparmi di Livorno), oggi Banco Bpm. E lo fanno attraverso Il Tirreno.

La filiale di via Pascoli fa parte della prima tranche delle circa 300 che l’azienda ha deciso di chiudere entro fine giugno, in seguito al piano di ristrutturazione della rete avviato dopo la fusione dello scorso anno. «Negli anni Settanta ho inaugurato anche io questa filiale nella nuova sede di via Pascoli: qui ho lavorato 10 anni, al di là del dispiacere, voglio sottolineare che le filiali più vicine che avremo a disposizione sono ad Antignano oppure a Castiglioncello e come faranno i tanti anziani senza auto, per esempio, a prendere la pensione, visto che ce l’hanno accreditata in quell’istituto di credito? Dovranno sempre dipendere da qualcuno, un disagio veramente importante», continua Carlo Morelli, ex dipendente in pensione proprio di quella banca.

«Dovremmo perlomeno batterci tutti insieme per lasciare in funzione il bancomat - continua - Proviamo almeno a lottare per questo», ribadisce. E sono in tanti a pensarla come lui a Quercianella. Perché la pensione per molti è accreditata proprio all’ex Cassa di Risparmi di Livorno (c’è ancora la vecchia insegna). Perché nella frazione non ci sono mezzi pubblici a sufficienza per raggiungere Antignano e Castiglioncello.

Per una frazione incastonata tra la macchia mediterranea e il mare, che vive tre mesi l’anno di turismo, si tratta di una perdita non da poco. «Durante l’estate la popolazione di Quercianella lievita - dice la sua l’imprenditore Sergio Bargagliotti titolare dei bagni Paolieri - È vero che le spese importanti si fanno utilizzando il bancomat, ma tutti i villeggianti hanno comunque sempre dei soldi cash in tasca e non poter più usufruire di un bancomat nella frazione sarà un grosso grosso limite». Bargagliotti pensa anche a chi, come lui, si troverà a versare i contanti in banca a fine giornata. Ad Antignano o Castiglioncello. «Pensare di dover spostarsi, in auto, con i soldi neppure è sicuro». Rivolge un appello ai vertici della banca. Un appello condiviso e rilanciato anche dalla collega imprenditrice Sandra Turini (hotel ristorante Fiammetta): «Chiediamo che sia lasciato almeno il servizio del bancomat». Turini aggiunge: «Qui da noi sta sparendo tutto: a suon di togliere i servizi stanno facendo morire una località turistica». Chiude Bastone: «Quest’anno organizziamo tre giorni a luglio il Quercia film festival, con iscritti anche da Francia e Stati Uniti: è un peccato che ci taglino i servizi».
 

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