Il presidio
Da qui è nata l’indagine su Beltramini
Il processo per frode fiscale che si è chiuso la settimana scorsa con la condanna in abbreviato di sette imprenditori che lavoravano nell’ambito del trasporto, non è solo l’ennesima inchiesta su...
Il processo per frode fiscale che si è chiuso la settimana scorsa con la condanna in abbreviato di sette imprenditori che lavoravano nell’ambito del trasporto, non è solo l’ennesima inchiesta su presunte irregolarità ai danni dell’Erario. Ma è anche l’indagine che ha portato la procura di Livorno ad arrestare il mese scorso l’imprenditore Paolo Beltramini, dal 10 aprile agli arresti domiciliari. Secondo il pubblico ministero Daniele Rosa (nella foto) che coordina questa nuova inchiesta, Beltramini, 54 anni, titolare del colosso Friultrasporti, una delle prime quindici società del settore in Italia, e amministratore di fatto delle due società beneficiarie del meccanismo fraudolento, la Eurospedi di Piombino e la Trasporti industriali, inglobata a fine 2015 dalla prima, si sarebbe avvalso proprio di Paolo Tanozzi (anche lui ai domiciliari), per l’emissione di fatture false. Nei guai, in questo secondo filone, anche i dipendenti con ruoli di primo piano, come spiegano dal comando provinciale della Guardia di finanza, nella gestione dei rapporti con i clienti e i fornitori delle imprese beneficiarie della frode: Graziano Rossi, 69 anni, Luigi Pennella, 68, Susanna Sbarra, 40, e Chiara Ronzino, 35. «Loro quattro – aggiungono le Fiamme gialle – curavano i rapporti con le società di comodo e fornivano indicazioni puntuali sull’emissione del fatturato fittizio». Oltre a Beltramini, sono finiti ai domiciliari gli imprenditori Luca Di Giambattista, 52enne residente a Cecina, legale rappresentante della Eurospedi e della Trasporti industriali.
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