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La città s’innamora del nuovo museo: «È meraviglioso» - Video
Livorno, una grandissima folla per il debutto. L’entusiasmo di Sgarbi Nogarin ai livornesi: «Dovete viverlo quotidianamente»
LIVORNO. Amore a prima vista, quello tra i livornesi e il nuovo Museo della Città. Centinaia di persone - giovani e meno giovani, famiglie intere con tanti bambini - hanno riempito ieri pomeriggio piazza del Luogo Pio, nel cuore della Venezia: non si sono voluti perdere l’inaugurazione e una volta entrati nella nuova struttura sono rimasti a bocca aperta. «È bellissimo», il ritornello che risuonava tra il pubblico.
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Un museo battezzato da Vittorio Sgarbi, che si è lanciato in uno spot formato gigante: «È un museo straordinario», ha detto il critico d'arte prendendo il microfono dalle mani di Filippo Nogarin che gli aveva concesso di visitarlo due giorni fa a mezzanotte a patto che fosse venuto poi all'apertura. E così è stato. «Un museo di storia universale - ha aggiunto Sgarbi - con una biblioteca cuore del mondo e una chiesa, là dove sono conservati i grandi autori contemporanei, che ci dice che Dio esiste mentre l'arte ne è la dimostrazione». Il sindaco, davanti alla giunta al completo, aveva appena ricordato e ringraziato tutti quelli che negli anni hanno reso possibile questo taglio del nastro lanciando un messaggio chiaro: «Mi auguro che ognuno possa farsi proprio il museo e viverlo nel quotidiano, perché questo museo sia il vostro museo. La cosa più bella sarà quella di viverlo non soltanto oggi, ma che sia costantemente di vostra proprietà». Un museo che è un non museo, ma è un contenitore fortemente identitario della storia di una città, Livorno, che insieme al nuovo polo bibliotecario, con un allestimento degno di una capitale europea (pubblicazioni e gadget alla cassa compresi) firmato dallo studio fiorentino Guicciardini e Magni, si candida seriamente a rappresentare il fulcro di una sorta rinascita culturale cittadina. «Impresa ardua aprirlo, ma più le sfide sono difficili più ci fanno crescere anche come comunità», ha sottolineato l'assessore alla cultura Francesco Belais.
«Abbiamo riunito tutte le collezioni civiche - ha poi spiegato poi con grande trasporto ricordando le grandi "emozioni" di primavera (infilandoci anche la promozione del Livorno in serie B) - dall'archeologia fino all'arte contemporanea. Un museo straordinario che cambierà il volto del quartiere, dove si racconta la storia di Livorno. Una storia che parla di integrazione tra i popoli: proprio quella che ha permesso alla città di diventare per secoli uno dei porti più importanti del Mediterraneo». Non a caso per il tavolo delle religioni Belais ha chiamato l'intervenuto del pastore valdese Daniele Bouchard, che ha posato l'accento sull'apertura ecumenica che da sempre ha caratterizzato la città: «La storia di Livorno è una storia di dialogo tra religioni diverse, anche in epoche in cui ciò non era considerato normale. Mi auguro che Livorno possa diventare un faro di tolleranza e dialogo anche oggi in tempi in cui soffiano venti di guerra».
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E il nuovo polo è un luogo fondamentale anche in chiave turistica, posizionato com’è all’interno dei Bottini dell’Olio, in mezzo al naturale snodo di passaggio dei croceristi, che prenderà ancora più quota quando sarà finalmente completato anche il fosso di viale Caprera con la ricostruzione del ponte già finanziato nel bando delle periferie. Uno spazio da mantenere vivo, dunque, e che ieri ha preso subito vita grazie a una festa di musica, danza e poesia sulle note e le suggestioni di Pietro Mascagni, i versi di Giorgio Caproni e le canzoni di Piero Ciampi. Prima sono saliti sul palco i bambini dei laboratori del Goldoni e del Nuovo teatro delle Commedie al grido scandito "Diventa ciò che sei", e poi le corali liriche e i cori gospel che dirette da Laura Brioli hanno interpretato “Gli aranci olezzano” da Cavalleria Rusticana.
A chiudere Bobo Rondelli, che quando parla di Livorno nelle sue canzoni stuzzica sempre le corde dell’anima, e dopo un paio di battute alla livornese, ha interpretato magistralmente Ciampi: «Un pianto che si scioglie, la statua nella piazza... La vita che si sceglie è il sogno di una pazza». Il fiume di gente incuriosita si è riversata in visita, gratuita per l'occasione, nelle sale dei Bottini dell'Olio. All’interno del museo, ad allietare le code e le lunghe attese in tripla fila di fronte alla storia della città, i gruppi di danza con la compagnia di Virgilio Sieni e il concerto del Quasibarocco Ensemble dell’istituto Mascagni.
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