Il Tirreno

Livorno

Invia mille curricula, ma viene respinta: «E ora ci provo con X-Factor»

di Federico Lazzotti
Invia mille curricula, ma viene respinta: «E ora ci provo con X-Factor»

Livorno, Federica Lucchesi continua a provarci nonostante le delusioni: «Non mollo e seguo anche un corso per operatrice sanitaria»

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LIVORNO. Il conto dei curricula che ha inviato per trovare un lavoro ha smesso di tenerlo un annetto fa. «Ero arrivata a quota ottocento – spiega Federica Lucchesi, 26 anni, livornese, e un buon umore contagioso – adesso sarò a mille, ma nonostante tutte le porte in faccia, non ho perso né la speranza né la voglia di mettermi in gioco. Come? Intanto a ottobre ho iniziato un corso per operatrice socio assistenziale che mi permetterà di lavorare nelle case di riposo con gli anziani. E poi ho partecipato al casting per X-Factor: la musica, insieme al teatro, è sempre stata una mia passione, così quando ho visto l’annuncio sul sito ho inviato la mia candidatura cantando una cover di un pezzo di Laura Pausini».

Era la sera del 12 aprile. Il giorno successivo, intorno a mezzogiorno, il cellulare di Federica squilla. «Erano quelli dell’organizzazione che mi comunicavano che avevo superato il primo provino e dovevo presentarmi a Roma per il vero e proprio casting».

LO SPIRITO

Nel giorno della festa dei lavoratori, lo spirito di Federica è una boccata di ossigeno, nonostante la società, per la sua generazione, abbia dimostrato di avere un bidone della spazzatura al posto del cuore. Tanto più a Livorno, dove tra i giovani c’è il record di disoccupazione – gli ultimi dati disponibili parlano di un esercito di 12 mila persone – la stragrande maggioranza vive ancora con i genitori e quelli a cui va meglio trovano un lavoro stagionale per poi sopravvivere con gli assegni di disoccupazione d’inverno.

Federica a questo corto circuito sistemico ha deciso di ribellarsi, andando in direzione ostinata e contraria rispetto alla corrente o a chi si siede lungo la riva del fiume e aspetta. «Si dovrebbe cercare sempre di credere in noi stessi – dice snocciolando il suo manifesto interiore – senza accettare soprusi né tantomeno scappatoie come l’ aiuto dei genitori per andare avanti». E ancora: «Ciò che noi giovani dovremmo fare è combattere veramente per quello che è un nostro diritto, per lavorare e seguire, così, anche le nostre passioni. Mai abbattersi o sottomettersi, ma sempre lottare per ciò che vogliamo, sia sul campo lavorativo sia in ambito di passioni».

Lei, che in mano ha un diploma al liceo magistrale socio pedagogico e qualche esame di Giurisprudenza dato prima di rendersi conto che quella non era la sua aspirazione, nelle sue stagioni di caccia a un lavoro è stata discriminata per l’ aspetto fisico «dicevano che ero troppo cicciottela», sfruttata con contratti fantasma e presa in giro con promesse mai mantenute.

LE PERIPEZIE

«La catastrofe inizia – raccontava al Tirreno l’estate scorsa – quando sono andata via dal servizio civile che facevo negli asili. Sapevo che non poteva durare, cercavo il futuro». Lo va a inseguire tra una telefonata e l’altra nelle ore di pause, prova a stanarlo tra gli annunci ritagliati dai giornali e i cento fogli con i curriculum impilati sulla scrivania. Li spedisce ovunque, centinaia di caselle mail, decine di agenzie di lavoro. Li porta anche a mano quando può. Così la sua cocciutaggine viene premiata, almeno così sembra. Uno dopo l’altro tre ristoranti la chiamano ma quando per un motivo, quando per un altro – vedi sfruttamenti e discriminazioni – non arriva mai a un contratto vero.

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È a questo punto che Federica ci mette ancora di più la faccia e racconta la sua storia anche al Tg1. «Dopo quel servizio – ricorda – ho ricevuto due offerte. Chiariamo, non mi sono esposta per trovare un’occupazione. In ogni caso la prima era arrivata dal Piemonte per un impiego stagionale in un albergo. L’altra, invece, dall’Inghilterra. In pratica mi hanno proposto di andare in un piccolo paesino vicino a Londra, ma avrei dovuto pagarmi le spese fino a quando il datore di lavoro non avesse deciso se mettermi sotto contratto oppure no».

LA SCELTA

La scelta di Federica è stata quella di rifiutare entrambe le offerte, rimboccarsi le maniche e rimettersi in gioco, abbandonando la strada della ristorazione per tornare al suo primo amore: il sociale. «Quando ho iniziato a fare il corso alla Svs e a frequentare gli anziani ho capito che quella era la mia strada. Ultimamente sto facendo alcune ore di stage nelle case di riposo. Non potete capire la soddisfazione che si prova quando arrivi al mattino e gli ospiti sono felici che tu sia lì ad aiutarli». A settembre è previsto l’esame finale del corso, ma non solo. Perché durante l’estate per Federica potrebbe arrivare anche la chiamata per presentarsi ai provini di X-Factor davanti ai giudici.

IL PROVINO

«Sabato scorso ero a Roma, all’auditorium della musica, per il casting. Com’è andata? Spero bene. Mi avevano detto di preparare quattro pezzi, due in inglese e due in italiano. Ma quando sono arrivata mi hanno chiesto di sceglierne uno. Ho deciso di cantare “L’immensità” di Don Backy. È una canzone che mi ha sempre trasmesso emozioni. Spero che la mia interpretazione abbia avuto lo stesso effetto. E se andrà male pazienza: ci riproverò il prossimo anno...». Per una che l’X-Factor c’è l’ha dentro è solo questione di tempo.
 

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