Il Tirreno

Livorno

Quartiere Fabbricotti, studenti e residenti rivogliono la musica: «La Villa deve vivere»

di Francesca Suggi e Nicolò Cecioni
Quartiere Fabbricotti, studenti e residenti rivogliono la musica: «La Villa deve vivere»

Livorno, ecco l'appello lanciato a chi ha fatto l'esposto contro i concerti del Chioschino: dovete ritirare l’esposto

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LIVORNO. Deve vivere il parco di Villa Fabbricotti. «Perché è il miglior posto di Livorno per studiare», dice la sua Alessandro Salzeri, studente di Giurisprudenza. «Perché c’è il chioschino che non è solo un bar, ma ha creato un punto di ritrovo, dove rilassarsi, socializzare e ascoltare musica prima che qualcuno distruggesse una cosa bella e senza eccessi», rincara la studentessa Emma Pieri. «Perché qui si sta bene, è frequentato da tutta la città e la musica può solo valorizzare questo contesto contro chi vuole la mummificazione del parco», aggiunge la residente Alba Resti. «Perché qua si fa sport bene, in mezzo al verde e con ottimi attrezzi per fare gli esercizi», continuano i runners Jomari Cervasio e Valerio De Paolis. «Perché qua i bambini giocano in tranquillità e senza pericoli», prosegue una mamma.

Ecco Villa Fabbricotti. Un parco. Tante anime. Generazioni diverse che si incontrano al Caffè Tirreno, ospitato nel quartiere Fabbricotti dal Chioschino di Filippo Brandolini, e difendono a spada tratta quello che, oggi, è il polmone verde più frequentato non solo dal quartiere, ma da tutta la città intera. Anzi, reclamano più cura, più pulizia, più controlli verso chi porta - nonostante il divieto - i cani a scorrazzare sui prati.

OLTRE 3MILA FIRME PER LA MUSICA. Dietro a quelle 3.200 firme ci sono studenti, residenti, commercianti, amici della musica, artisti, politici, assessori comunali “vip” come il regista Francesco Bruni, la giornalista Eva Giovannini. «Presto le porterà in Comune», dice Brandolini privato degli eventi musicali pomeridiani. È un fiume di firme per dimostrare che la città è a fianco dei concerti organizzati dal Chioschino, ma bloccati per l’esposto di un abitante. «Come Vivi Fabbricotti con i suoi 120 residenti ci dissociamo dall’abitante che ha fatto l’esposto contro la musica del Chioschino: che noia può dare la musica alle 18?», esclama Alba Resti. «Poi ci lamentiamo che a Livorno non c’è niente», prosegue in scia Paolo Faccioli. Fanno eco i ragazzi. Sì perché la Villa è anche la casa degli studenti che si ritrovano alla biblioteca. «Ero a fare colazione con mia mamma e ho sentito una signora anziana che parlava della musica del Chioschino - dice la sua Emma Pieri - Anche lei diceva che quel rumore non dava proprio noia. Anzi, era una cosa piacevole e rilassante. Vorrei sapere chi ha fatto questo esposto e dove vive. Ma se abita qui, essendo accanto a un parco, non può pretendere che ci sia il silenzio assoluto». Da più parti ci si chiede come può il volere di un singolo avere il sopravvento sulla maggioranza. «Se si rispettano le regole non vediamo il problema».

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LA VOCE DEGLI STUDENTI. Stefano Paoli, studente di Medicina, vuole dire la sua: «Non sono mai andato ai concerti del Chioschino perché non sono un grande appassionato di musica. Ma ho firmato anche io la petizione: non so come ci si possa lamentare per una cosa del genere. Vengo spesso in Villa a studiare e la musica non mi ha mai dato fastidio. Anzi». È un affezionato anche Matteo Nencini: «Vengo alla Villa da anni e sono affezionato a questo posto. Qui puoi studiare serenamente e poi, quando hai finito, puoi rilassarti al Chioschino. Brandolini ha dato un altro respiro a quel locale che fino a prima era mal gestito. Adesso vieni e sai che è tutto tenuto bene e gestito alla grande. E poi organizza anche tante iniziative interessanti, come quella dei concerti». Chi frequenta il parco e il Chioschino si sente in famiglia: «Quelli che frequentano il Chioschino sono un po' come una famiglia. C'è chi studia, chi viene dopo il lavoro. Tutti si ritrovano lì per passare del tempo insieme all'aperto. È bello», dicono Cervasio e De Paolis.

APPELLO A CHI HA FATTO L’ESPOSTO. Trasversali sono gli appelli alla persona che ha firmato l’esposto: «Torna indietro perché impoverisci la città», aggiunge Viviana Scarola rivolgendosi all’autore dell’esposto. «Se si rispettano le normative, troviamo un’armonia», ecco Laura Albertini. Rincara Francesco Bachechi: «A chi ha presentato l'esposto chiederei che problema gli può aver causato la musica. Ci si lamenta sempre che a Livorno non c'è nulla e poi quando c'è qualcosa si distrugge subito. Non ci si può scagliare contro la nostra generazione. Se ci sono problemi o eccessi è giusto intervenire. Ma non è questo il caso». Chiude Martina Maltinti: «Vorrei sapere su cosa si basa quell'esposto e perché non è stato fatto l'anno scorso. Quest'anno, ancora, non era stato organizzato niente e come faceva questa persona a sapere che la musica era troppo alta? Mi ricordo bene che in biblioteca non si sentiva niente. Tra l'altro, grazie a quei concerti, abbiamo scoperto bravi musicisti indipendenti che altrimenti non avremmo conosciuto».

 

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