Vegliaia e Molo Novo vietati alle barche Multe fino a 6mila euro
Stop a ormeggio, tuffi e pesca. L’Authority: «Non sono spiagge, è un’area pericolosa e il provvedimento è per motivi di sicurezza»
LIVORNO. L’uscita in barca con gli amici di famiglia, l’ormeggio per un tuffo, qualche ora di pesca e la domenica di relax alla Vegliaia o al Molo Novo saranno solo un ricordo. Sì, l’abitudine di migliaia di livornesi - soprattutto nei fine settimana di luglio e agosto, ma già in questo periodo c’è chi esce in barca per un bagno al largo - è stata spezzata dall’ultima ordinanza dell’Autorità portuale, atto che farà sicuramente discutere. È appena scattato, infatti, il divieto di accesso alle dighe foranee del porto: Vegliaia, Molo Novo e Meloria. E non è tutto qui, perché l’interdizione riguarda anche le scogliere esterne e i terrapieni circostanti le stesse dighe. Insomma, non è più possibile usare una delle banchine come punto di ormeggio per la propria imbarcazione, di conseguenza stop ai tuffi in mare e stop alle ore di relax per abbronzarsi davanti al porto di Livorno. Il divieto è entrato in vigore lo scorso venerdì 13 aprile, data della pubblicazione dell’ordinanza sull’albo online dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, e chi non lo rispetta rischia una maxi-multa da 1.032 a 6.197 euro, come prevede l’articolo 1174 del Codice della navigazione.
«Si tratta di un provvedimento a tutela dell’incolumità pubblica», precisano da Palazzo Rosciano, mentre gli uffici competenti dell’Authority si stanno preparando per installare - nei prossimi giorni, al massimo nelle prossime settimane - una segnaletica idonea per informare i bagnanti e i pescatori del nuovo divieto. «Dopo alcuni sopralluoghi - si legge nell’ordinanza firmata dal presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini - è stata evidenziata una situazione di pericolo per chi, a bordo di imbarcazioni private, può accedere alla Vegliaia, al Molo Novo e alla diga della Meloria. Una situazione di pericolo in relazione sia alle caratteristiche costruttive e funzionali sia allo stato di precaria conservazione delle dighe, aspetto che richiede la programmazione e l’esecuzione di importanti lavori di consolidamento e di restauro conservativo. Ecco quindi la necessità di emanare un provvedimento di interdizione in quell’area del porto di Livorno». Che quindi diventa off limits per tutti dopo decenni di pesca, tuffi e weekend di relax con centinaia di livornesi.
«Le dighe foranee - sottolinea Massimo Provinciali, segretario generale dell’Authority - non possono essere un’alternativa agli stabilimenti balneari, alle spiagge e alle scogliere pubbliche. Questa ordinanza è una misura di buonsenso che va a tutela della sicurezza pubblica». Ma il “popolo delle barchette” non ci sta e c’è chi parla già di «tradizioni cancellate», di «un provvedimento che in realtà non c’entra nulla con la sicurezza», di «un’ordinanza priva di senso». Una rabbia amplificata dalla nuova tassa per entrare nell’area protetta della Torre della Meloria, dove i diportisti - a partire dal 1° gennaio 2019 - pagheranno fino a 100 euro per fermarsi, fare un tuffo e tirare fuori una canna da pesca. «Ci stanno levando tutto», ripete chi ama uscire in barca con la famiglia e gli amici, un’abitudine tagliata oggi da provvedimenti e restrizioni.
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